The Tomorrow People 1×10 recensione dell’episodio con Robbie Amell

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    Questa settimana torna in onda anche The Tomorrow People. L’ultimo episodio prima della pausa natalizia ci aveva lasciati con Stephen che, nel limbo tra la vita e la morte, incontra suo padre.
    A questo punto possiamo dedurre che probabilmente il padre di Stephen (Robbie Amell) sia ancora vivo e che in qualche modo sia rimasto davvero bloccato in quel limbo. L’unica a non credere affatto a tutta questa storia sembra essere Cara (Peyton List). Jhon (Luke Mitchell), invece, vuole a tutti i costi credere a Stephen perché questo vorrebbe dire alleviare il senso di colpa che si porta dietro dal giorno in cui credeva di aver ucciso i loro leader. A questo punto Stephen si mette subito ad indagare tra gli Ultra, insospettendo inevitabilmente Jedekiah (Mark Pellegrino), mentre i Tomorrow People trovano ovviamente un’altra gatta da pelare. Si diffonde la notizia che una pericolosa “tomorrow person” (un uomo con superpoteri simili a quelli di Jhon e compagni), un certo Earl, sia scappato dalla prigione di massima sicurezza in qui gli Ultra fanno i loro spietati esperimenti. Venuti a conoscenza di questa raccapricciante fabbrica degli orrori, i nostri eroi non possono fare a meno che mettere da parte i loro dilemmi e salvare quelle povere “cavie”. Ma ecco che sorge un problema. Dal momento in cui Jhon ha deciso di liberarsi la coscienza rivelando ai Tomorrow People tutti i suoi segreti, questi votano per un cambio di regime eleggendo un nuovo leader, Cara, che non si può dire faccia sempre scelte ragionevoli. In tutto questo trambusto soprannaturale si inserisce anche la vita amorosa della madre di Stephen che a quanto pare sta cercando di andare avanti uscendo con quest’uomo misterioso che non sembra piacere tanto al nostro eroe e che pare sappia molto più di quello che dà a vedere.

    The Citadel

    Diciamo pure che questo rientro dalla pausa, invece di chiarire alcuni aspetti, ha provveduto a inserire nuovi interrogativi. Non che ci piacciano le storie banali o che si risolvono dopo una puntata, ma una matassa troppo ingarbugliata è poi molto difficile da sciogliere, e bisogna saperlo fare bene. Si ha come l’impressione di girare sempre intorno all’obiettivo; questo famoso rifugio costruito dal signor Jameson e la sua misteriosa scomparsa. Episodio dopo episodio, quando pare si faccia un passo avanti poi se ne fanno sempre due indietro. Abbiamo avuto il tempo di conoscere i nostri protagonisti, di affezionarci a loro, di identificarci e di prendere le parti di uno o dell’altro, ma ora sembra proprio arrivato il momento di dare una bella scossa alla trama. Aprendo nuove porte entra aria nuova, ma ci si libera anche di quella vecchia.

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