The Walking Dead 5×13: recensione dell’episodio

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Ad Alexandria la vita dei nostri potrebbe essere tranquilla, potrebbe diventare normale, nonostante l’assurdità che circonda ogni cosa e gli zombie che battono alle mura dell’oasi felice. Tuttavia Rick (Andrew Lincoln), Carol (Melissa McBride) e Daryl (Norman Reedus) non sono della stessa opinione: vogliono dare agli altri una speranza, ma vogliono anche rimanere vigili e attenti perchè, in fondo, non si fidano di Daenna (Tovah Feldshuh) e dei nuovi personaggi incontrati.

I turbamenti, per i nostri, persistono; anche quest’ambiente apparentemente sicuro continua a destare sospetti in Daryl, mentre Sasha (Sonequa Martin-Green) è ancora troppo scossa dagli ultimi avvenimenti per poter lasciarsi andare. Rick, dal canto suo, cerca di fare il meglio che può per Carl (Chandler Riggs) e Judith, allo stesso tempo non abbassa la guardia.

Alla luce dei nuovi fatti, pochi ma ben raccontati, possiamo senza dubbio affermare che, mentre Carol non perde il suo spirito letale e pericoloso acquisito grazie alla sofferenza e ai vagabondaggi in preda alla fame e alla paura, Daryl sembra sia stato addomesticato da uno spirito affine, da qualcuno che lo capisce, e sembra voler seriamente provare ad ambientarsi nella nuova realtà secondo le sue inclinazioni. Varrà la pena fidarsi e dare un contributo?

The Walking Dead 5x13The Walking Dead 5×13 ci fa addentrare maggiormente in questa misteriosa comunità, dove tutto sembra normale, quotidiano, e proprio per questo completamente fuori posto. Il racconto va avanti con un misto di tensione e attesa, una sensazione familiare, ben precisa e ricercata dai realizzatori che, nonostante qualche puntata poco efficace, riescono sempre a costruire l’atmosfera adatta al racconto zombie, così come siamo stati abituati a conoscerlo nella serie AMC. La narrazione on the road si è trasformata, ora, di nuovo in racconto d’assedio, e presto, scommettiamo, scopriremo in che modo e soprattutto daquale parte comincerà l’accerchiamento dei nostri.