Dopo un primo episodio per molti versi insicuro, costantemente alternato fra presente e passato, meccanismo necessario per farci capire cosa è accaduto durante i mesi in cui la serie “è rimasta ferma”, The Walking Dead 6×02 fa entrare finalmente la sesta stagione nel vivo. Tutta l’attesa dell’episodio 6×01, la calma, la strategia, vengono spazzati via da una violenza inaudita, inaspettata e feroce che rimette sotto i riflettori alcuni temi cardine del fumetto di Robert Kirkman.

the-walking-dead-6x02-spoiler-e-video-nuovoLa paura relativa agli zombie passa completamente in secondo piano, e la minaccia torna nelle mani degli uomini, esseri fragili e fallibili che possono facilmente perdere la ragione. È proprio questo uno degli obiettivi della produzione di AMC, mostrare come in una determinata situazione estrema – come un’apocalisse zombie – l’uomo possa diventare marionetta dell’anarchia, perdere ogni convenzione sociale e regredire ad animale. Istintivo e brutale, assetato di sangue e pronto a tutto pur di sopravvivere; un principio che vale sia per i criminali sopravvissuti, che ancora scorrazzano per le campagne della Georgia, sia per gli abitanti di Alexandria, isola felice solo in apparenza. Seth Hoffman, scrittore dell’episodio, ci porta a conoscere (mettendoci nei panni del figlio) un lato nuovo di Jessie (Alexandra Breckenridge), la parrucchiera dai capelli biondi, di Morgan (Lennie James), che sembra nascondere numerose cicatrici del suo passato, mentre conferma Carol (Melissa McBride) come uno dei personaggi più completi, importanti e definitivi dell’intera serie.

the-walking-dead-6-recap-dell-episodio-6x02La sua crescita, o per meglio dire il suo adattarsi al nuovo mondo, è la più marcata fra tutti i protagonisti di lunga data, tanto che ormai la sua immagine di ‘madre fragile e amorevole’ è soltanto uno sbiadito ricordo. Dimostra ancora una volta una spiccata intelligenza, una determinazione solida e soprattutto una lucidità impressionante. Sa cosa fare e come, ha sempre una posizione di vantaggio rispetto agli altri e non si tira indietro quando una situazione è senza ritorno. Il motore perfetto di un capitolo sanguinario, per molti versi anche folle e sbilanciato, che riesce a incollare lo spettatore allo schermo nonostante oltre la metà del cast regolare dello show sia altrove.

Abbiamo infatti lasciato Rick (Andrew Lincoln), Glenn (Steven Yeun), Daryl (Norman Reedus) a mettere in atto la trappola vista durante l’episodio 6×01: volevano attirare quanti più walkers possibile in un solo luogo per eliminarli in massa. Tutto però era terminato con una sirena dannata, come un lamento dall’inferno, pronta a sabotare tutti i piani. Finalmente capiamo da dove proviene quel suono del Diavolo, ed è un collegamento che cambia ogni carta in tavola. Tutto è – ancora – in discussione e la sola certezza, in questo mare di pazzia e arti mozzati, è che Alexandria non è più un luogo sicuro. Probabilmente non lo è mai stato, nonostante gli abitanti si siano costretti a crederlo, ma ora è palese e lampante. Cosa ci aspetta fra le macerie? Bisogna aspettare The Walking Dead 6×03.