Vikings 3×04 recensione dell’episodio con Travis Fimmel

La Guerra lascia ferite profonde nel cuore di chi ha combattuto e in quello di chi è rimasto a custodire il focolare in solitudine, disorientato dall’attesa e dai dubbi: dopo la conclusione della campagna di Mercia, per i personaggi di Vikings è arrivato il momento di saldare i conti, affrontando una volta per tutte le conseguenze delle proprie azioni presenti e passate.

 

Il registro dell’episodio è quanto mai curioso: se credevamo di avere imparato a conoscere la vera anima della Principessa Kwenthrith, le sue scelte estreme per la conservazione del trono risultano quasi ordinaria amministrazione per coloro che la circondano, ben abituati ad aver a che fare con subdole congiure di potere e ambizione; una ragazza instabile, segnata da abusi subiti nell’infanzia, che però deve ancora fare il giusto salto di qualità per catturare il nostro interesse come protagonista in carne e ossa e non come mera caricatura di sè stessa, sospesa fra tragicità e grottesco.vikings-

Da parte loro, Ragnar e Ecbert partecipano con fare soddisfatto ai festeggiamenti per la vittoria, consapevoli che finché i loro egoistici interessi continueranno ad essere assolti senza difficoltà la grande alleanza fra i loro due popoli rimarrà al sicuro; tutti, Lagertha compresa (viene chiaramente rivelato che il suo interesse per Ecbertdiscendeva soprattutto da ragioni “politiche”), stanno però sottovalutando le nubi che si stanno addensando sulla loro patria, con il giovane Kalf pronto a difendere il suo nuovo feudo grazie al ritorno di un vecchio nemico desideroso di vendetta e lo straniero Harbard, sempre più misterioso nei suoi poteri e intenti, sempre più vicino a una Aslaug per la prima volta cocciutamente determinata a mettere da parte i suoi figli in nome di un capriccio: una scelta che porta devastanti conseguenze per la povera Ziggy, protagonista di una scena mozzafiato realizzata con una poesia ormai consueta per lo Show, che cambierà non poco gli equilibri futuri della serie.vikings ziggy

A lasciare a desiderare purtroppo è la scrittura della storyline Athelstan/Judith, ansiosa di spingere l’ex monaco fra le braccia della Principessa senza aver costruito una base abbastanza solida per giustificare la decisione, un tempo fonte di grandi dilemmi e esitazioni, di rinunciare per sempre a un voto di castità che era stato mantenuto con pazienza nonostante le pesanti tentazioni offerte dal paganesimo: sarebbero bastati un maggior numero di episodi per preparare adeguatamente il personaggio, ma il triangolo amoroso non aspetta niente e nessuno e la situazione attuale non tarderà ad accelerare una catastrofe destinata a bruciarsi rapidamente, in nome della legge della storia a cui Judith e il marito Athelwulf devono rispondere; il risultato di un episodio strano e altalenante, ricco di grandi momenti e potenti rivelazioni ma anche bisognoso di rimediare ad alcune estremizzazioni nel comportamento dei personaggi, per preservare la qualità a cui Vikings ci ha sempre abituati.

RASSEGNA PANORAMICA

Alessia Carmicino
Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -