The Walking Dead 2X03 – recensione

La sfumatura di significato tra vivere e sopravvivere è molto lieve, anche se tangibile in questa puntata. La domanda principale è: c’è sempre morte lì fuori? In un mondo dove la parola d’ordine è diventata scappare e rifugiarsi, e i pochi esseri umani rimasti vendono la loro morale per riuscire a riaprire gli occhi il giorno seguente.

 

Una sfumatura che forse bambini come Sophia e Carl non sono in grado di distinguere, tanto che Lori indugia sull’idea che la morte possa portare sollievo al figlio cresciuto in un mondo di “grandi”, che ha precocemente perso l’innocenza.

Una puntata carica di un tema scottante, già avviato verso la fine della prima stagione e che in questa porta in seno importanti sviluppi riguardanti le regole morali a cui gli uomini fanno appello, ma che sembrano aver abbandonato Shane. Lo vediamo nudo, davanti allo specchio, spogliato dai suoi vestiti di poliziotto (uomo di legge) per vestire quelli dell’animale che ascolta esclusivamente i suoi istinti. Quello che sembra un flashback iniziale si trasformerà nella conclusione, animata dai ricordi di Shane che spara alla gamba di Otis. In questo modo diventerà una succulenta preda per l’orda di zombie che li ha inseguiti per intere scene, senza poter farci comprendere la risoluzione.

L’atmosfera notturna è sempre quella migliore per puntate tese e drammatiche come questa. Carl verrà operato? Shane e Otis moriranno? Sono i nodi che verranno sciolti a mano a mano, ma per assistervi dovremmo pagare la moneta di scambio di The Walking Dead: la suspense. Aggiungerei anche un po’ di “fastidio” nei confronti dell’ipocrisia dell’essere umano, che si proclama solidale e altruista ma nei momenti estremi abbandona il buonsenso per impulsi irrazionali. È la cruda verità? O al posto di Shane avremmo agito diversamente?

Interrogativi a cui ognuno di noi dà risposte diverse, come gli stessi personaggi del telefilm: Glenn si affida alla preghiera (non essendo sicuro di credere nella sua utilità); Rick non rinuncia alla speranza crescer il figlio in un mondo ostile; e ancora una volta cito Daryl, personaggio che potrebbe essere sfruttato maggiormente dagli autori, che è in una fase di stallo tra un passato da teppista criminale al presente cauto e comprensivo.

La serie è entrata nel vivo già dalla seconda puntata e promette di continuare così, spargendo briciole che gli spettatori raccoglieranno a ogni puntata in attesa del gran finale.

RASSEGNA PANORAMICA

- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -