Anora: le ispirazioni reali dietro il film di Sean Baker

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Anora (leggi qui la recensione) di Sean Baker racconta l’avvincente storia di una sex worker di nome Anora — che preferisce farsi chiamare Ani — la quale accetta rapidamente di sposare il figlio di un oligarca russo, una vicenda che porta inevitabilmente a chiedersi se sia ispirata a una storia vera. Il cast di Anora è guidato da Mikey Madison, che offre una straordinaria interpretazione nei panni di Ani. Dopo aver sposato l’impulsivo Vanya a Las Vegas, la facoltosa famiglia del ragazzo si presenta immediatamente per complicare la vita della giovane newyorkese e, nel malinconico finale di Anora, il personaggio interpretato da Madison si ritrova a mettere in discussione le proprie scelte e il modo in cui quell’esperienza l’ha cambiata.

Grazie alle sue interpretazioni convincenti e a una sceneggiatura di grande qualità, Anora ha ricevuto recensioni entusiastiche. Il pubblico ha apprezzato il ritmo serrato del film e le sue scene più divertenti, mentre la performance di Mikey Madison le è valsa il premio Oscar come Miglior Attrice. Il film ha inoltre conquistato numerosi riconoscimenti, tra cui gli Oscar per il Miglior Film, la Miglior Regia e la Migliore Sceneggiatura Originale. Proprio per la forza della sua storia e dei suoi personaggi, molti spettatori si sono chiesti come Sean Baker abbia concepito il suo ultimo lungometraggio.

Anora film
Anora film (2024) – Sean Baker – Cre Film, FilmNation Entertainment

Anora non è tratto da una storia vera specifica

Per quanto le interpretazioni riescano a rendere i personaggi incredibilmente realistici, nessuno di loro ha un corrispettivo realmente esistito. Anora nasce invece dall’approfondita ricerca svolta dallo sceneggiatore e regista Sean Baker. In passato il cineasta aveva già raccontato le vite di sex worker e persone emarginate in film come Tangerine e Un sogno chiamato Florida (The Florida Project), perciò era naturale che volesse tornare a esplorare questo universo anche con Anora.

In un’intervista rilasciata a Variety, Baker ha raccontato di aver stretto amicizia con numerose sex worker durante la realizzazione di Starlet (2012) e di come quell’esperienza abbia profondamente influenzato la sua comprensione del settore. Il regista ha spiegato: “Se c’è un intento comune in tutti questi film, è raccontare storie umane”, aggiungendo di voler contribuire a “rimuovere lo stigma che grava su questo lavoro”. Di conseguenza, pur non essendo ispirato a persone realmente esistite, Anora nasce dalle ricerche di Baker e dalle esperienze collettive di chi lavora nell’industria del sex work.

Anora è liberamente ispirato a una vicenda reale e alle esperienze di Sean Baker

Oltre all’influenza generale che il mondo del sex work ha esercitato su diversi suoi progetti, Anora prende spunto anche da una storia vera raccontata al regista da un amico e da alcune sue esperienze personali. In un’intervista a Filmmaker Magazine, Sean Baker ha spiegato che l’idea iniziale nacque dal racconto di «un giovane russo-americano appena sposato che venne rapito come ostaggio» e dal periodo in cui lui stesso montava video di matrimoni, compresi quelli celebrati all’interno della comunità russo-americana.

Queste due fonti di ispirazione hanno contribuito a rendere il mondo di Ani particolarmente autentico e credibile. È facile riconoscerne l’influenza sia nelle dinamiche sociali e politiche del matrimonio di convenienza tra Ani e Vanya, legato alla green card, sia negli eventi della seconda parte del film, successivi all’invasione dell’abitazione. Sebbene non racconti la storia di persone realmente esistite, Anora riesce a fondere queste suggestioni in modo efficace, confermandosi uno dei migliori film del 2024.

Anora

Come hanno reagito le vere sex worker al film?

Pur non essendo tratto da fatti realmente accaduti, Anora è stato accolto con grande favore da molte sex worker, che ne hanno apprezzato la rappresentazione realistica e rispettosa del settore. Naturalmente il film si concede alcune libertà narrative, ma Sean Baker ha dimostrato ancora una volta il proprio impegno nel rappresentare con autenticità le persone e le comunità di cui racconta le storie. Il sex work è stato spesso descritto dal cinema in maniera stereotipata e negativa, rendendo l’approccio di Anora una gradita eccezione.

Anche Mikey Madison ha parlato più volte del profondo rispetto maturato nei confronti delle sex worker. Per prepararsi al ruolo ha trascorso molto tempo con diverse professioniste del settore, tra cui la consulente del film Andrea Werhun, nel tentativo di conferire ad Ani la massima autenticità possibile, interpretandola con empatia e compassione. L’attrice ha ribadito questo rispetto anche durante il suo discorso di ringraziamento agli Oscar come Miglior Attrice, sfruttando quella visibilità per richiamare l’attenzione sul lavoro delle vere sex worker.

Naturalmente è impossibile soddisfare ogni singola esperienza personale, considerando quanto possano essere diverse le storie di ciascuno. Tuttavia, il fatto che gran parte della comunità delle sex worker abbia accolto positivamente Anora dimostra l’attenzione e la sensibilità con cui il film ha affrontato questo tema.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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