Il Labirinto del Fauno film

Considerata la più bella tra le favole di Guillermo Del Toro, Il Labirinto del Fauno è ricco di magia, amore e speranza, ma non manca anche la sofferenza, il dolore e la paura, elementi dati dal contesto storico in cui il film è ambientato. Il regista, come suo solito, rielabora un dato periodo arricchendolo di elementi fantastici, sempre simbolici e funzionali al racconto. Con questo film del 2006, uno dei suoi più apprezzati e premiati, egli porta lo spettatore nel bel mezzo della guerra civile spagnola. La pellicola, insieme al precedente La spina del diavolo, fa infatti parte di un duologia informale ambientata proprio in tale contesto.

 
 

La storia del film si è formata nella mente del suo autore nel corso di oltre vent’anni. Per tutto questo tempo, infatti, Del Toro ha avuto con sé un prezioso taccuino che riempì di aneddoti, bozzetti e appunti vari. Molto di quanto si ritrova nel suo film proviene da eventi di violenza realmente accaduti davanti ai suoi occhi, come anche da sogni da lui fatti o antiche leggende popolari. Con il tempo, il tutto ha iniziato ad assumere una forma sempre più organica, trovando poi concretezza al momento della scrittura. Questa subì comunque diverse modifiche nel corso del tempo, con il regista che però si batté fino all’ultimo contro i produttori affinché il film venisse realizzato così come l’aveva immaginato lui.

Nonostante fosse un progetto difficile da commercializzare, data l’atmosfera sinistra e la lingua spagnola, il film si rivelò un grande successo di pubblico e critica. A fronte di un budget di circa 19 milioni di dollari, la pellicola riuscì ad incassare globalmente circa 83 milioni. Inoltre, ottenne riconoscimenti in tutto il mondo, tra cui sei nomination al premio Oscar, dove vinse nelle categoria per la miglior fotografia, miglior scenografia e miglior trucco. Con il tempo, è diventato il titolo più celebre nella filmografia del regista, e ancora oggi è considerato il film dove egli ha potuto meglio infondere tutta la propria affascinante poetica.

Il Labirinto del Fauno: la trama del film

La vicenda del film è ambientata nel 1944, in Spagna, dove sono in corso gli scontri tra i ribelli e i fedeli alla dittatura di Francisco Franco. Tra le fila di questi ultimi vi è il crudele capitano Vidal, che ha il compito di eliminare senza pietà i dissidenti. Questi, situatosi in un avamposto nel bosco, ordina a sua moglie Carmen di raggiungerlo per dare alla luce il loro bambino. La donna porta con sé anche la figlia Ofelia, nata dal precedente matrimonio. Quest’ultima, spaventata dal clima angosciante che abita in quel luogo, inizia a ricercare una fuga dalla realtà nella fantasia. Ben presto, scoprirà che quanto da lei immaginato è più reale del previsto. Durante un’escursione nel bosco, infatti, si ritrova ad entrare in un misterioso e antico labirinto.

Qui, dopo averne percorso le disorientanti vie, si imbatte nel Fauno che vi abita. La creatura si rivela però pacifica, e le confessa una serie di verità su un passato che la bambina non sembra ricordare. Egli sostiene infatti che Ofelia sia la reincarnazione della principessa di un mondo fatato, smarritasi secoli prima. Per poter tornare in quel luogo, e ricongiungersi con la sua vera famiglia, dovrà però superare tre prove. Per lei non sarà facile eseguire quanto richiestole, specialmente alla luce degli eventi che avvengono intorno a lei. Quando il conflitto si farà più acceso, infatti, il tempo per portare a termine la sua missione sembrerà venire meno. Tutto sembra allora perduto, ma un macabro sacrificio potrebbe essere l’unica salvezza per la giovane.

Il Labirinto del Fauno cast

Il Labirinto del Fauno: il cast del film

Il film è interpretato prevalentemente da soli attori spagnoli, poco conosciuti all’estero. Anche per questo i produttori erano preoccupati, non avendo nomi di particolare richiamo su cui puntare. Per Del Toro però, era important dar voce ai personaggi, e non ai volti di chi li interpretava. Procedette così nel ricercare i giusti interpreti. Per il ruolo della piccola Ofelia, in particolare, il regista ricercava un’attrice tra gli 8 e i 9 anni. Dopo aver provinato oltre cento candidate, rimase però colpito dall’allora undicenne Ivana Baquero. Convintosi che fosse la giusta attrice per il ruolo, le assegnò la parte, che riscrisse affinché si adattasse alla sua età. Inoltre, l’attrice ricevette dal regista diversi libri e fumetti di fiabe, con i quali poteva entrare ulteriormente nel ruolo e nel mondo narrato.

Per la fondamentale parte del Fauno e dell’Uomo Pallido, Del Toro si affidò ad un suo storico collaboratore. Questi è l’attore Doug Jones, noto per la sua capacità di dar vita alle creature più strane e incantevoli. Egli aveva già lavorato con il regista per Mimic ed Hellboy, e tornò in seguito a recitare per lui anche in Crimson Peak e La forma dell’acqua. Jones accettò subito il doppio ruolo, ma fu intimorito dal fatto che il film sarebbe stato recitato in sola lingua spagnola. Egli decise allora di sfruttare le cinque ore giornaliere di trucco per imparare i propri dialoghi. Il regista, alla fine, preferì comunque farlo doppiare da un attore spagnolo, ma gli sforzi di Jones resero certamente più semplice il lavoro di questi.

Altro personaggio rimasto celebre del film è quello del capitano Vidal. Del Toro, nonostante la contrarietà dei produttori, offrì la parte all’attore Sergi López, divenuto noto in quegli anni grazie ad alcuni film internazionali. Lopez ottenne la parte un anno e mezzo prima delle riprese del film, ed iniziò così a lavorarvi sopra. Rimase impressionato dalla malvagità del personaggio, considerandolo talmente tanto ben scritto da non dovervi aggiungere altro. Per lui la sfida fu quella di rappresentare la sua natura risultando realistico in questa. Gli fu anche difficile comprendere le sue motivazioni, cosa che gli rese naturalmente complesso il processo di immedesimazione.

Il Labirinto del Fauno: la spiegazione del film

Il Labirinto del Fauno è una favola, e va guardato tenendo bene a mente questo principio. Ciò non significa però che quanto avviene nel film sia frutto dell’immaginazione della protagonista, ma l’esatto opposto. Per Del Toro, infatti, era importante lasciare una serie di indizi che permettessero di capire la realtà di quanto avviene alla protagonista, e lo stretto rapporto che c’è tra il mondo magico e quello terrestre infestato dai conflitti bellici. Sapendo ciò, ci si può approcciare alla visione con occhi diversi, specialmente in vista di quanto avviene nello svolgersi della narrazione.

Tra le tante tematiche trattate, il regista si è in particolare concentrato sul concetto di immortalità e sulla necessità di guadagnarsi tale possibilità. Alla giovane protagonista vengono infatti richieste tre prove da superare se vuole tornare nel suo regno incantato. Le prove, come suggerisce lo stesso fauno, sono pensate per stabilire se l’essenza della principessa non sia andata perduta, e non sia quindi diventata una mortale. Per quanto Ofelia si trovi a disubbidire a molte delle raccomandazioni del fauno, fallendo di conseguenza le proprie missioni, ella dimostra invece quanto si sperava. La disobbedienza, che per il regista è una virtù, è infatti ciò che le permette di manifestare le proprie qualità.

Lo scopo delle prove, infatti, si rivela essere non il recuperare ciò che il fauno le chiede, quanto prendere delle decisioni difficili se messa alle strette. Quando le viene chiesto di uccidere per avere salva la propria anima, Ofelia preferisce sacrificare sé stessa, e così facendo le viene concessa l’immortalità. Alla luce di ciò, Del Toro sembra dunque raccontare la necessità di perseguire la disobbedienza in un mondo di regole dittatoriali, e, ancor di più, di agire secondo una morale umana, caritatevole, volta al bene. Solo perseguendo tali valori, infatti, si può pensare di sconfiggere il male, incarnato nel film dai feroci fascisti spagnoli.

Il Labirinto del Fauno significato

Il Labirinto del Fauno: il libro, i premi, il trailer e dove vedere il film in streaming

Da sempre legato al film e alla sua storia, Del Toro non manca mai di tornarvi su, approfondendone aspetti e dettagli. Nel 2019, inoltre, ha annunciato la pubblicazione di un’antologia di racconti che permetteranno di approfondire ed espandere la mitologia alla base del film. Il libro viene scritto dallo stesso Del Toro insieme alla scrittrice Cornelia Funkle, celebre per i suoi racconti di genere fantasy e d’avventura. Pubblicato poi in Italia nell’ottobre dello stesso anno, il libro è diventato un oggetto particolarmente imperdibile per i fan del film, che potranno grazie a questo conoscere molti retroscena sulle fiabe narrate o accennate nel lungometraggio.

Come anticipato in apertura, il film è stato accolto con grande entusiasmo a livello globale, ed è indicato come uno dei migliori film del 2006. Presentato inizialmente all’interno del concorso ufficiale del Festival di Cannes, il film è stato poi protagonista della stagione dei premi di quell’anno, arrivando infine a vincere i già citati tre premi Oscar. Prima di ciò, però, Il Labirinto del fauno fece incetta di vittorie anche al premio Goya (gli Oscar spagnoli), dove si aggiudicò 7 premi su 13 nomination. Si annoverano anche 3 BAFTA Awards su 8 nomination, e 8 Ariel Award (gli Oscar messicani) su 12 nomination. Numerosissimi sono poi i riconoscimenti ricevuti dai premi dedicati al cinema di genere fantasy.

Per gli amanti del film, o per chi volesse vederlo per la prima volta, è possibile fruirne grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il Labirinto del Fauno è infatti presente nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Tim Vision, Rai Play e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video.

Fonte: IMDb, ScreenRant