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Toni Servillo, Remo Girone e Andrea Molaioli sono stati i protagonisti, questa mattina, della conferenza stampa de Il Gioiellino, ultimo film dei regista de La Ragazza del Lago, che mette in scena un film a metà strada tra l’apologo morale, l’esigenza artistica con una virata sul film d’inchiesta liberamente ispirato alla vicenda del crac Parmalat.

Molaioli ha spiegato in primo luogo che l’interesse per il progetto nasceva da un’attenta osservazione della società e della crisi finanziaria degli ultimi anni, ma la “chiave drammaturgica scelta per portare avanti il racconto è stata la personalità del personaggi messi in scena”. A Remo Girone, che interpreta il padrone della società fallimentare, è stato chiesto quanto del suo personaggio fosse stato ricalcato sulla persona di Calisto Tanzi, ma la risposta forse ha deluso la platea: “Mi sono basato sulla sceneggiatura – ha risposto Remo – e sul personaggio costruito su carta. E’ stato molto facile perché ho avuto a che fare proprio con gli sceneggiatori e quindi hanno saputo indirizzarmi e consigliarmi permettendomi di essere esattamente il personaggio che loro avevano costruito”. Stessa domanda per Servillo e stessa risposta (più o meno) con la differenza che per il Toni nazionale il personaggio da interpretare, nella finzione il ragioniere Botta, era stato molto più in ombra nella tempesta mediatica che ha invece travolto i vertici dell’azienda.

– Per quello che riguarda invece la massiccia presenza mistica e religiosa nel film da parte di un protagonista così sprezzante della morale?

AM: “Fa parte della contraddizione interna a quasi tutte le persone che professandosi portatori di valori nella loro faccia pubblica sono invece criminali nel privato”. La sceneggiatrice Ludovica Rampoldi invece sottolinea come “questa blanda schizofrenia dei personaggi sia in realtà rappresentativa di un carattere della Nazione”.

– Il personaggio di Laura Aliprandi (nipote di Rastelli) è una della donne che usano il loro corpo per fare carriera o davvero si innamora del personaggio di Servillo?

Sarah Felberbaum (interprete): “In realtà non credo ci sia amore trai due, solo una forte attrazione mentale che si trasforma in attrazione fisica. Lei è una donna che ha degli obbiettivi, infatti accantona la storia con lui appena ha la possibilità di fare la sua strada nel lavoro. E’ una donna caparbia e capace e forte ma allo stesso tempo sensibile.”

– Ci sono state difficoltà per la scelta della locations?

Francesca Cima (produttrice): “Il film non è girato a Parma, dove sono avvenuti i principali fatti che ispirano la storia, ma ad Aquiterme in Piemonte. Prima di tutto perché non c’era una vera necessità filologica, trattandosi di un film ispirato al cosa Parmalat e non una storia precisa su quello che è successo; in secondo luogo c’è stata anche prudenza verso le vicende legate strettamente alla città, dopotutto alcuni processi per il crac sono ancora in corso”.

Il film uscirà nelle sale italiane il 4 marzo, distribuito da Bim Distribution in 170 copie.