Filippo Macelloni, nella foto quello senza il cappello, è uno dei due registi italiani che dopo una lavorazione di più di due anni ha portato in sala due mesi fa insieme a Lorenzo Garzella, un mockumentary molto ben fatto, che ha ingannato più di un festival nel momento della selezione, Gli chiediamo se lo stesso effetto si è registrato anche in sala.

Ad oggi quante persone sono state rapite dal mundial in Patagonia, insomma com’é andato il film in sala?

Quando abbiamo proiettato a settembre il film a Venezia pensavamo che la nostra “guerriglia” (come a volte abbiamo definito le vicende attraversate per realizzare il “Mundial”) fosse vicina alla fine… E invece ne è iniziata un’altra, quella per farlo vedere. La distribuzione è probabilmente il vero anello debole del cinema in Italia (senz’altro del cinema indipendente). Noi alla fine siamo usciti nelle sale “a macchie di leopardo”… Con alcuni alti, come le proiezioni all’arena del Kino Village di Roma con il tutto esaurito o in altre città e alcuni bassi, con proiezioni in piccole sale per pochi spettatori. L’unico modo è accompagnare il film il più possibile in giro per l’Italia e sperare nel passaparola. Finora le reazioni del pubblico sono molto buone. Le persone che escono dalle proiezioni divertite e curiose, con un sacco di domande a cui è bello rispondere, aggiungendo alla storia già incredibile del film episodi e aneddoti dell’altrettanto incredibile storia per realizzarlo. Ma siamo ancora all’inizio.

 Pensate ad un distribuzione anche in Sudamerica?
Rai Trade, che vende il film sul mercato internazionale, ci dice che è probabile che venga acquistato da un importante network che distribuisce in tutto il Sud America. Siamo in attesa di conferme dell’uscita del film in autunno in Argentina e Brasile, dove in occasione dei Mondiali del 2014 speriamo in una “nuova ondata” di interesse…

 Che nuovi progetti avete in cantiere?
Stiamo pensando a un paio di soggetti, ancora in fase “embrionale”. Uno che ha ancora a che fare con la Storia (questa volta ancora più grossa…), con la memoria e con la  ricerca “sperimentale” sul genere mockumentary, l’altro una commedia grottesca che ruota intorno al tema del “cibo”. Vedremo quale dei due arriverà più lontano.

 Sarete proiettati al Kino Village di Roma dopo la finale degli Europei.Il pubblico tiferà mapuche o sarà un po’ distratto, voi come la vivrete? Aldilà della metafora, é comunque raro che un film sia così adatto ad una serata del genere. Era tutto calcolato?

Non sarà facile motivare il pubblico a vedere un film subito dopo la finale (soprattutto se giocherà l’Italia…) ma ci piace pensare che la nostra storia sia associata a un evento così importante del calcio ufficiale.
Potrebbe essere un bel modo di conciliare i due mondi che ormai sono un po’ lontani, quello del calcio “leggendario” e quello del calcio contemporaneo. A noi piacciono entrambi.