Jaume Balaguerò, regista reso noto dalla saga di REC, di cui si aspetta il terzo capitolo, ma del quale è in preparazione un quarto, conclusivo, REC: Apocalypsis, esce nelle nostre sale a fine Luglio, precisamente il 27, con qualcosa di decisamente diverso: Bed time, titolo italiano di Mientras duermes, presentato già allo scorso festival di Torino,  un thriller psicologico, ambientato  sempre in un condominio, in cui vengono messe in gioco le dinamiche classiche delle favole (forse un po’ macabre) in cui una ragazza innocente è messa in pericolo dal lupo, o come in questo caso, uomo, cattivo.

 
 

Che cosa le è piaciuto di questa storia?

Quando mi sono trovato davanti il libro, che mi era stato proposto come film, la prima cosa che ho pensato è stata: “No, basta film girati dentro condomini!”, poi però la storia non mi lasciava libero, è stata un’attrazione soprattutto dovuta all’emozione, non riuscivo a staccarmi dal libro, dovevo sapere come proseguiva. Poi ero affascinato da questo personaggio, totalmente cattivo, che però ha un punto debole, nel film identificato nella bambina, che lo riesce a comandare a bacchetta.

Infine, credo che tutti noi, abbiamo almeno una volta provato quello che caratterizza il personaggio di Cèsar: il dubbio di essere veramente felici, o di gioire per il fallimento altrui, almeno una volta è capitato a tutti.

In questo film sembra esserci un approccio registico molto diverso rispetto alla filmografia precedente e alla serie di REC in particolare, cosa è successo?

La storia di cui tratta la pellicola richiedeva sicuramente un approccio più classico rispetto alla “vita in diretta”, stile mockumentary mostrata in REC, quindi ho posto l’accento su inquadrature e movimenti calcolati, uno stile più classico.

Inoltre, è un film che si basa profondamente sugli attori, non potevo quindi allontanarmi troppo da loro.

Il cinema spagnolo sembra essere rinato in coincidenza con la crisi, la pensa così?

In realtà credo che il cinema spagnolo, per fortuna, sia rinato da molto più tempo, da diversi anni prima della crisi, grazie sicuramente ai riconoscimenti dati ad Almodovar, ma anche grazie a personaggi come Amenabar. Quello che però vi posso dire, e che è evidente, è che quando c’è crisi, si fanno più film horror. Servono a far vedere alla gente che può sempre andare peggio, e farla uscire dal cinema rincuorata.

Siamo in attesa dell’uscita di REC:Genesis, la cui regia questa volta è affidata solamente a Paco Plaza, con il quale ha diretto i primi due episodi, la quarta invece la farà lei, come mai questa alternanza?

Semplicemente, non è successo nulla di grave, ma abbiamo deciso di alternarci per permettere l’uno all’altro di dedicarsi ad altri progetti, come, nel mio caso, a Bed Time. Così, quando realizzerò io il quarto episodio, Paco potrà occuparsi dei suoi progetti. D’altra parte, stare sempre insieme a esseri infetti e zombie non è poi così bello!