Con L’erede viene riproposto sul grande schermo quel cinema di genere made in Italy che da anni non riceveva lustro da una produzione degna di nota. La Iris Film è finalmente riuscita nell’impresa portando nelle sale la sua quattordicesima opera prima e riuscendo a distribuirla in 20 copie su tutto il territorio nazionale.

Abbiamo incontrato il regista e tutto il cast nella splendida cornice della Casa del Cinema immersa nel verde di Villa Borghese a Roma. Il dibattito si è incentrato sulle caratteristiche di un’opera nata tra mille difficoltà e per la quale inizialmente non si è raggiunto il budget per la produzione completa, ma unicamente per le 5 settimane di riprese.

Michael Zampino: “Il film è stato un percorso collettivo, nato da un aneddoto personale il quale mi ha permesso di sviluppare la sceneggiatura. Raccontando ad una mia amica americana, critica cinematografica, sulla spiaggia di Long Island, di aver ereditato da mio padre un casale in Abruzzo, sono stato frainteso e, credendo che le stessi rivelando la sceneggiatura di un mio lavoro, ha trovato in questo punto di partenza qualcosa di interessante per un vero e proprio lungometraggio.”

Da questo qui pro quo è nato L’erede.

Michael Zampino: “Successivamente ne ho parlato con Ugo Chiti”, con cui il regista ha collaborato per la stesura definitiva della sceneggiatura, “che l’ha trovato il progetto con le maggiori potenzialità tra quelli proposti. Soprattutto partendo dall’idea di un’opera prima, in cui bisognava concentrare tutte le forze in poche location, un copione di qualità e degli attori capaci di rendere convincente questa storia.”

Da parte del cast artistico sono stati molti gli elogi a favore dei caratteri da loro interpretati e al metodo di gestione che hanno avuto da parte del regista.

“Questo progetto ha investito la mia vita”, racconta Guia Jelo, la quale interpreta Paola, misteriosa custode della proprietà. “Nonostante i miei 60 anni non ho mai gettato la spugna, ma mai avrei pensato di avere un tale gioiello nel mio curriculum e fin da quando la prima volta sono entrata a fare il provino è stato un susseguirsi di emozioni e sensazioni: è stato come tornare bambina e ripercorrere, in tutte le sue difficoltà, la mia carriera. Mi piace molto il ruolo di Paola, a dispetto di tutto non è una persona cattiva o una strega; ha vissuto, ha patito la cattiveria, e alla fine questa cattiveria si è impossessata di lei.”

Alessandro Roja incentra il suo discorso sulla “voglia furibonda” che tutti avevano nel portare a termine il film: “Michael aveva una priorità che era fare questo film. E quest’energia che ci ha messo ha contagiato tutti i reparti, rendendo le numerose ore di straordinario più intense e produttive.”

L’erede ci aspetta tutti nelle sale a partire dall’ 8 Luglio 2011, con l’intento di far conoscere al più vasto pubblico valide figure del cinema italiano fino ad ora tenute nell’ombra.