La moglie del sartoIl cinema Barberini ha ospitato oggi l’anteprima e la conferenza stampa di La moglie del sarto, un film scritto e diretto da Massimo Scaglione che vede protagonista Maria Grazia Cucinotta nelle vesti di Rosetta, una donna coraggiosa che in seguito alla morte del marito, il sarto del paese, se la dovrà vedere con un perfido assessore comunale (Ninni Bruschetta) per difendere la sua casa ed il negozio dalle speculazioni imprenditoriali di quest’ultimo e dei suoi degni compari tra cui il barista Modugno (Ernesto Mahieux) e un ingegnere piemontese (Claudio Botosso).

Insieme a lei l’adorata ed unica figlia Sofia (Marta Gastini) ed il puparo Salvatore (Alessio Vassallo) che si innamorerà della giovane. Il tutto è ambientato nella Calabria degli anni sessanta. In sala, alla fine della proiezione, il regista prende subito la parola raccontando la genesi del progetto:

Dopo quasi due anni e mezzo di lavoro ed alcune difficoltà, finalmente siamo riusciti a far uscire questo film. L’idea per questo lavoro mi è venuta dopo il racconto di una vicenda realmente avvenuta che ho sentito mentre ero a New York. La seconda fonte d’ispirazione è stata la figura di mia madre, una donna molto forte che è riuscita a tirare su cinque figli e, contemporaneamente ad occuparsi della gestione della casa. Tramite la figura di Rosetta ho voluto raccontare il coraggio e la forza delle donne che, ieri come oggi, devono lottare contro i pregiudizi e le violenze, soprattutto quelle degli uomini.

Si inserisce nel dibattito Maria Grazia Cucinotta, presente in sala insieme ad altri membri del cast tra cui i due giovani coprotagonisti:

Nonostante il film sia ambientato negli anni sessanta, non vuole limitare il discorso solo a quell’epoca storica. Purtroppo il pregiudizio nei confronti delle donne è ancora vivo e la violenza, come purtroppo sappiamo dai fatti di cronaca degli ultimi anni, è ancora più presente. Un tempo le donne erano viste come oggetti da ottenere e conquistare, ora sono viste come delle prede ed essere una preda è una condizione terribile. Per questo sono impegnata da molto tempo nella lotta contro la violenza sulle donne.

Massimo Scaglione continua quindi a parlare delle tematiche e dei significati che vengono portati avanti nella narrazione:

Oltre questo io volevo dare risalto all’idea della continuità della vita. Il fulcro della vita e di questo film è la procreazione…

La moglie del sarto 2Maria Grazia Cucinotta si inserisce nuovamente nel discorso per dire la sua a riguardo:

Devo parlare a nome delle donne: noi partiamo dall’amore, poi viene tutto il resto!

Anche Marta Gastini ha un’opinione diversa su quale sia il tema centrale all’interno del film di Scaglione:

Non ritengo che il pregiudizio sia il tema attorno al quale gira la vicenda di Rosetta e di sua figlia Sofia. Anche per me è quello dell’amore ma di un amore che spinge davvero oltre, fino al sacrificio : l’amore tra una madre ed una figlia.

Viene quindi chiesto ad Alessio Vassallo di parlare della sua esperienza su questo set:

Sono contentissimo di aver interpretato questo ruolo anche se, da Palermitano, non è stato semplice accostarmi alla tradizione dei Pupi.

Il momento più intenso per il mio personaggio è quando si trova a cospetto del suo maestro puparo (Tony Sperandeo) che, ritirandosi, in un certo senso gli passa lo scettro del suo mestiere. Poi sono rimasto sorpreso dalla capacità che ha Maria Grazia di calarsi totalmente nel personaggio! Quando nel film mi insegnava a cucire, sembrava che davvero avesse acquisito questo tipo di competenze!

Maria Grazia Cucinotta ribatte prontamente:

E questo perché, essendo nata in una famiglia davvero modesta, ho dovuto imparare a fare molte cose e questo mi ha aiutato molto nel mio lavoro!