Baciato dalla fortuna

A presentare questa commedia brillante alla stampa, presso la Casa del Cinema, sono intervenuti il regista, Paolo Costella e un nutrito gruppo di attori (Vincenzo Salemme – protagonista nei panni di Gaetano, che spera da una vita di vincere al lotto – Asia Argento, Nicole Grimaudo, Alessandro Gassman, Dario Bandiera, Elena Santarelli). Presente anche la produzione, con l’a.d. di Medusa Film, Giampaolo Letta, il suo presidente Carlo Rossella e Rita Rusic.

Com’è nata l’idea di questa storia attuale e allo stesso tempo classica, incentrata sul gioco, la fortuna, la speranza, i soldi?

Paolo Costella: “Siamo partiti da un atto unico per il teatro di Salemme (Fiore di ictus). L’idea era di usare il denaro come chiave per raccontare la realtà di oggi: un denaro che non c’è, una ricchezza virtuale, un paese che si affida alla sorte”. Mentre per Salemme lo spunto è stato una storia vera: “Ciò che capita a Gaetano è successo veramente a un ristoratore di Napoli che conosco”.

E la scelta di girare a Parma?

Giampaolo Letta: “Quella nasce da un’idea di Vincenzo, dal suo copione. A noi sembrava un’idea carina e una storia molto divertente. Con Rita (Rusic n.d.r.), poi, abbiamo deciso di ambientarla in una città di provincia nel miglior senso del termine, la bellissima Parma”.

Rita Rusic: “Dovevamo trovare una città del nord, per accentuare il contrasto tra l’uomo del sud, con la sua calma, e i ritmi veloci del nord operoso. Parma era perfetta in questo senso: è molto bella e poco usata nel cinema. C’è quest’elemento dell’industria, del lavoro. È una città di provincia, ma molto importante”.

V. S.: “Però abbiamo mangiato tutta l’estate prosciutto e parmigiano…”

Parma è in queste ore al centro di vicende giudiziarie. Stamattina (lunedì n.d.r.) ci sono stati degli arresti, che hanno coinvolto anche membri della giunta locale. Inoltre, il film è stato preceduto da polemiche, è stato visto come un modo per “rifare il trucco” ai vigili urbani di Parma dopo la vicenda del giovane di colore picchiato. Cosa potete dire al riguardo?

R. R.: “Non siamo giudici. I processi si fanno nei tribunali. Abbiamo scelto Parma perché è una bella città e andava benissimo per il film. Noi facciamo la commedia, non pensiamo alla politica, o ai fatti di cronaca che stanno succedendo in una città, quando prendiamo queste decisioni”. “I fatti di cui si parla sono gravissimi, e ci interessano come cittadini, ma coi nostri film non ci occupiamo di questo, vogliamo fare cinema e divertire”. E aggiunge: “Non possiamo certo punire Parma, che ha tanti cittadini onesti, perché ci sono dei corrotti.” Inoltre: “l’immagine dei vigili che diamo, non è poi così meravigliosa”.

Alessandro Gassman: “Se veramente si è detto che attraverso questo film si potesse rifare la faccia al corpo dei vigili di Parma, ammesso che ne abbia bisogno, a giudicare dal mio personaggio gli abbiamo reso un pessimo servizio”.

V. S.: “Non erano successi ancora questi fatti quando abbiamo girato”. “Diciamo che abbiamo portato male…”.

Come avete messo insieme il cast, con la sua particolare alchimia?

P. C.: “Ringrazio per questo Medusa e Rita Rusic. Il cast non è banale, mentre spesso si scelgono gli stessi attori per gli stessi ruoli. Questi sono attori che non hanno mai lavorato insieme. È stato interessante per me accompagnarli in incontri artistici inediti”.

Come li hai gestiti, con i loro incontri-scontri? Come hai costruito, ad esempio la scena iniziale di Asia Argento?

P. C.: “L’idea di quella scena è venuta a Vincenzo”. “Poi con lei ci siamo divertiti a giocare coi rallenty, per questo suo ritorno al cinema italiano”. Più in generale: “quando gli attori sono bravi, il mio lavoro è facile”. “Abbiamo fatto pochi ciack. In commedia di solito non se ne fanno più di uno o due, altrimenti si perde la freschezza, anche se Vincenzo sa mantenere la scena sempre divertente, nonostante si replichi più volte”.

Asia Argento, come ha lavorato sul suo personaggio di donna così passionale e sopra le righe?

Asia Argento: “Sin dal primo incontro, mi è stata raccontata la scena della carne, in cui compare il mio personaggio, e me ne sono innamorata. Betty me la sono immaginata come un cuoco giapponese, per cui la preparazione del cibo diventa uno show. Ho immaginato una scena molto sensuale. Volevo fare questo film ancor prima di leggere il copione. Erano anni che non lavoravo in Italia, che non facevo una commedia (dai tempi di Viola bacia tutti di Veronesi). Era una grande sfida per me lavorare con dei grandi comici, grandissimi attori”. E a chi le chiede se intende continuare ad esplorare il lato comico del suo talento risponde: “Lo spero, se troverò il film giusto e un personaggio nelle mie corde”.

Vincenzo (Salemme n.d.r.), come avete lavorato tu e Alessandro (Gassman n.d.r.)?

V. S.: “Erano anni che volevamo lavorare insieme. È andato tutto bene, a parte i problemi d’inquadratura: io dovevo stare sulle cassette…”

Come avete girato la scena dell’equivoco?

V. S.: “E’ venuta benissimo, l’abbiamo girata un paio di volte”

A. G.: “Io mi sono fermato un paio di volte perché ridevo. Faceva molto caldo, ricordo”. E sulla collaborazione con Salemme: “lavorare con un attore come Vincenzo, che ha una storia teatrale importante nel nostro paese, è un grandissimo onore per un teatrante come me. Entrambi facciamo questo mestiere da tanti anni; è un grande professionista. Poi, c’è stato lo spazio per improvvisare e l’intelligenza di un regista che ci ha lasciato giocare, entro certi limiti. Ci siamo molto divertiti”.

Cosa avete pensato quando vi hanno offerto i vostri ruoli?

Nicole Grimaudo: “E’ la prima commedia che faccio, mi auguro di una lunga serie. Si lavora con uno spirito divertito e si torna alleggeriti. Girare con Vincenzo è stato esilarante, cercare di non ridere durante le riprese. C’è stata molta improvvisazione. Mi divertiva il ruolo di Grazia e la sua chiave interpretativa. Assieme a Vincenzo e Paolo abbiamo creato una sorta di “Alice nel paese delle meraviglie” dei giorni nostri. È un personaggio appiccicoso, è molto innamorata e non dà tregua a Gaetano, nasconde ingenuità, ma anche una certa furbizia. È quella meno legata al denaro”. “Mi sono molto affezionata al personaggio da subito”. “La commedia è un bel modo per raccontare delle storie”. E dopo tanti ruoli drammatici, è una sfida: “ Ora vediamo se riesco a far ridere”.

Elena Santarelli: “Di solito lavoro in televisione. Mi ha chiamato Rita Rusic per il ruolo di Teresa e mi ha fatto molto piacere. Mi sono divertita, abbiamo riso molto, soprattutto con Dario (Bandiera)”.

Dario Bandiera scherza: “Ma io ci sono nel film? …. È che lo abbiamo girato più di un anno fa e mi sono ricordato dopo di aver partecipato, quando ho visto che nella locandina c’ero anch’io”

Come mai dopo Oggi sposi non ti abbiamo più visto al cinema?

D. B.: “ Mi sono fermato per un anno, anche perché c’è stato un po’ di ritardo nell’uscita di questo film. Però quest’anno ho girato quattro film, quindi da adesso mi rivedrete spesso”.

Ad Alessandro Gassman, che passa dal “cinepanettone” alla commedia, al film d’autore, al teatro, chiedo: ci sono differenze tra un genere e l’altro, tra commedia e cinema d’autore?

A. G.: “Salto di palo in frasca, perché l’unico metro di valutazione che ho per decidere se partecipare a un progetto è la lettura della sceneggiatura. Che sia un “cinepanettone”, o una commedia di situazione come questa, o un dramma, personalmente poco importa”. “In questo caso, ho avuto la possibilità di inserire nel comandante Grandoni tutto il peggio dell’umanità: il verme, bieco, falso, traditore che si trasforma di fronte ai soldi. Sono personaggi che tra l’altro incontriamo molto spesso, quindi non è stato difficile trovare attinenze con la realtà di tutti i giorni”. E sul suo prossimo esordio registico per il cinema taglia corto: “Ne parleremo quando avrò esordito. Per ora posso dire che il film si fa”.

Siete mai stati baciati dalla fortuna?

V. S.: “Io nella bellezza sì…”.  “In realtà proprio baciato, no, però mi ritengo abbastanza fortunato”. “Artisticamente invece sì, a lavorare con Eduardo”. “È stato l’incontro più importante della mia carriera”

A. A.: “Io sì, in un casinò a Budapest, a 22 anni, ho vinto alla roulette (avevo puntato molto poco). Ho preso i soldi e sono uscita”.

D. B.: “Io anche, quando Elena (Santarelli) si ubriacò e disse: ‘Dormi da me’, ma non successe nulla”.

A. G.: “Parlando seriamente, mi ritengo molto fortunato in tutti i sensi, baciato dalla fortuna da sempre: sono cresciuto in una famiglia senza problemi, faccio un mestiere che amo, racconto le storie che mi piacciono, ho libertà d’espressione”.

Dunque, si è anche scherzato e l’atmosfera era distesa alla presentazione di Baciato dalla fortuna, in uscita il 30 settembre, prodotto da Medusa Film e Rita Rusic e distribuito in 400 copie.