Come si fa, ad appena 19 anni, a ricostruirsi una vita lasciandosi alle spalle un personaggio che ha contraddistinto la pre-adolescenza dei ragazzini e delle ragazzine di tutto il mondo? Martina Stoessel ci prova con Tini – la nuova vita di Violetta, film Disney che arriverà in sala il 12 maggio e che racconta della beniamina della serie tv che si lascia alle spalle l’identità fittizia di Vilu e assume quella di Tini, che è poi quella di Martina stessa nella vita. Il rilancio di una carriera che sente l’esigenza di abbandonare il personaggio per lasciare spazio alla persona. Ma qual è l’origine del nome Tini?

 

“È di fantasia ma non troppo, me l’ha dato mia madre anche nella vita vera – ha risposto Martina Stoessel durante la conferenza stampa di presentazione del film a Roma – Quando ero appena nata a lei sembrava incredibile che qualcosa di così piccino come me potesse portare un nome così grande come Martina allora se ne uscì con Tini. Da quel momento io per la mia famiglia e per gli amici sono sempre stata Tini.”

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Cosa ti è piaciuto di più in questa produzione?

“È stato bello lavorare con tante persone diverse e nuove, ma anche girare per la promozione in Francia o Olanda. È stato il mio esordio al cinema e mi ha permesso di imparare tanto a livello personale e professionale.”

Il film parla molto dei problemi di essere famosa e di come affrontarli. Tu hai cominciato giovanissima a lavorare, hai mai avuto questi problemi nella vita vera?

“Essere famosa è una conseguenza del mio lavoro e mi piace perché mi permette di ricevere molto amore, dovunque andiamo vediamo ragazzi e ragazze con regali, lettere, lo trovo incredibile e mi riempie il cuore. Credo che poter trasmettere un messaggio alla gente e che la gente lo riceva sia fantastico. Quel che la pellicola dice per me è che vediamo Violetta che si trova in una situazione di sconforto ma non se ne sta chiusa in una stanza a piangere tutte le sue lacrime, lei vuole capire cosa le succede e superare la difficoltà. È un messaggio di speranza che ti invoglia a lottare.”

Hai mai pensato anche tu di mollare tutto come il personaggio del film?

“Spesso mi sono chiesta cosa mi stia succedendo ma il tempo mi ha dato la risposta: è un processo, uno in cui continuo a trovare risposte e perfezionarmi per capire quel che voglio. E spero che quel che sto per dire vi sia chiaro, perché per me lo è: qualcuno mi chiedeva “Come fai a stare un giorno qui e uno lì? Sempre in giro per il mondo” ed è una cosa che mi sono chiesta anche io ma ho capito che è come con i bambini che conoscono 4 lingue dalla nascita, per loro non è una fatica, ci sono abituati. Anche io canto davanti a tante persone senza problemi perché mi viene spontaneo e naturale, mi ci diverto e non ne ho una piena consapevolezza.”

Hai un tuo posto in cui rifugiarti in queste situazioni?

“Il mio rifugio comunque è casa mia con la mia famiglia. La mia famiglia viaggia sempre con me e sta sempre con me, io li esorto magari ad andare in giro da soli ma vogliono stare con me. A loro posso dire tutto ed essere me stessa sempre.”

Con la Stoessel, presente all’incontro stampa, c’era anche il resto del cast del film: Jorge Blanco, Mercedes Lambre, Adrian Salzedo, Ridder van Koeten, Clara Alonso, oltre ai due italiani Pasquale di Nuzzo e Leonardo Cecchi.Tini la nuova vita di Violetta