Belli, muscolosi e sorridenti, così i protagonisti di Fast & Furious 5 si sono presentati questa mattina alla conferenza stampa per presentare ai giornalisti romani il nuovo capitolo della saga più roboante di sempre: mattatore dell’incontro un Vin Diesel su di giri che ha confessato, apparentemente senza riserve, il suo amore per Roma

 

e per la stampa romana, che lo ha sempre trattato bene: “Abbiamo viaggiato per il mondo per promuovere questo film– ha detto Vin – ma tutte e strade portano a Roma, per cui infine siamo qui. Sento per voi una grande simpatia, soprattutto perché mi avete sempre trattato con grande gentilezza.

Ma Diesel non era solo, con lui la premiata coppia Two Fast Two Furious, Paul Walker e Tyrese Gibson. A loro è stato chiesto infatti quale elemento attrae il pubblico tanto da permettere al franchise di arrivare al quinto capitolo guadagnando spettatori e consensi. “Abbiamo rispettato la cultura del franchise, e questo il pubblico lo ha apprezzato- ha detto Tyrese – quando ho lavorato per la prima volta con Paul ero al mio secondo film, e grazie a questo ho avuto un grande successo. In questo quinto capitolo Paul ha voluto che tornassi.“Avevamo lavorato insieme al secondo– ha continuato Walker –e sarebbe stato strano andare avanti senza il cast originale. Io e Vin eravamo quasi sconosciuti quando abbiamo fatto Fast & Furious, ed ora che in questo film torniamo tutti insieme per i fan sarà bellissimo, non si sentiranno traditi”.

– Per Tyrese Gibson: fai parte di due grandi franchise (Transformers e F&F, ndr), sei cantante e anche un fumettista di discreto successo. Cosa ti spinge ad essere così trasversale? T.G.: “Il mondo è un bellissimo palcoscenico e voglio fare tutto quello che posso. A San Diego mi conoscono come fumettista, come attore e come cantante, sono molto influenzato dai fumetti e mi piace fare diverse cose a seconda del pubblico che ho davanti. Mi pice fare il meglio divertendomi.

– Con The Avengers in lavorazione e l’anno scorso con The Expandables il cinema d’azione sembra virare verso l’accumulo di eroi nello stesso film. La stessa cosa è stata fatta per F&F5, non basta più un solo eroe? O si cerca di dare forza ad un genere che sembra saturo? P.W.: “Per F&F5 ognuno di noi rappresenta un personaggio definito: io sono il biondo con gli occhi blu, il ragazzo normale. Il fatto è che adesso sono improponibili gli eroi alla Schwarzenegger, perché oggi viviamo nel mondo della reality TV e quindi servono uomini comuni che possono diventare eroi, io sono uno di questi.” Vin Diesel in qualità di produttore sottolinea che tutti i personaggi erano necessari alla storia che si voleva raccontare, per questo è tornato gran parte del cast che ha costellato gli episodi precedenti.

–Nel film è importante la realtà della famiglia. V.D.: “La famiglia è un elemento ricorrente nei miei film. Ed è il punto fondamentale di questo film, in genere ci si aspetta che un film action non abbia dialoghi o cuore. In F&F questo è differente, il pubblico aspetta questo, vuole vedere le relazioni all’interno di questa famiglia allargata, e la Universal ci ha aiutato a realizzare il film che volevamo. In questo quinto capitolo c’è molta più azione rispetto agli altri, avevamo bisogno di leggerezza, ma non per questo abbiamo rinunciato all’aspetto emozionale del film.”

–Attore, regista, produttore, cosa si sente di più Vin Diesel? V.D.: “Faccio l’attore da quando avevo 7 anni e l’ho sempre amato. Dopo 20 anni di gavetta ho deciso di fare qualche altra cosa perché non arrivava la mia occasione da attore, così ho diretto e mi ha portato fortuna, il film indipendente mi ha insegnato cosa vuol dire produrre e così ho imparato a fare anche quello. Per F&F sono voluto passare dalla parte della produzione in modo tale da assicurarmi che il prodotto migliorasse, a acquisisse una consequenzialità che nei primi 3 non c’è stata. Mi è sembrato giusto cominciare questo film con la scena che chiude quello precedente e far chiedere al pubblico ‘cosa succede dopo?’. Questa è stata una mia grande vittoria a Hollywood, ho rispettato il desiderio del pubblico, e lui ha premiato il film.”