Festeggiato durante la breve cerimonia da David Mamet che per l’occasione ha regalato all’attore un “piede di porco” con tanto di dedica, insieme ad amici e colleghi tra cui Andy Garcia e Denniz Franz.Nato in una famiglia italo-americana dell’Illinois, 64enne, un matrimonio felice che dura da quasi quarant’anni, nessun gossip a riguardo e una passione particolare per la cucina made in Italy. Il cinema arriva tardi nella vita di Joe Mantegna. I primi passi davanti la macchina da presa li fa nel filone del cortometraggio con Medusa Challenger (1977) di Steven Elkins e A Steady Rain (1978) di Marc Leif. Nel lungometraggio esordisce con la commedia Towing (1978), seguito poi da numerosi film minori, passati per lo più su canali televisivi. Periodo florido della sua carriera senza dubbio sono gli anni ’80, mentre in tono minore sono gli anni ’90, sebbene inizino nel migliore dei modi con film quali Alice di Woody Allen e Il Padrino parte III di Coppola, entrambi del 1990 e Bugsy (1991) di Barry Levinson. Poi una serie di film minori destinati come quelli degli anni ’70, per lo più alla Tv.

Di recente, degno di nota è Criminal minds, del 2005, diretto da Félix Enríquez Alcalá, e un’intensa collaborazione come doppiatore nei Simpsons.

Per concludere, Joe Mantegna vanta 54 film alle spalle e un premio come migliore attore maschile al Festival di Venezia del 1998 (per il film Le cose cambiano). Ma è senza dubbio un talento che Hollywood ha sprecato.