Blue Valentine

A quasi tre anni dalla sua realizzazione, arriva finalmente nelle nostre sale Blue Valentine, film diretto da Derek Cianfrance e interpretato da Michelle Williams e Ryan Gosling. Che la data di uscita scelta sia proprio il giorno di San Valentino risulta quanto meno curioso considerato che al centro della storia non è l’amore ad essere osannato -di certo non quello a lieto fine- quanto i suoi effetti disastrosi e deleteri sul profondo dell’animo umano e delle sue relazioni.

Il rapporto tra Dean e Cindy, nato all’insegna dell’insicura e frettolosa giovinezza, prende forma sul filo del tempo che passa, in un continuo e nostalgico passaggio dal ricordo di quello che fu – reso matericamente dai colori lievi del 16 mm –  a un presente amaro, frustrato, reso ancor più grigio e freddo dalle riprese in digitale.

Blue Valentine, il film

Ciò che fa ancor più toccante e straziante l’andamento del film è che a sorreggerlo sono solo i due protagonisti, con i loro volti, la loro espressività, le loro drammatiche tensioni e decisioni: indagati dalla regia senza indugio ma con rispetto, nell’intimità del loro fallimento, più di coppia che individuale. Lo dice chiaramente Dean, in una delle scene forse più intense e belle per la verità del racconto, quando accusato dalla moglie di non sfruttare affatto il suo potenziale –in quella stanza d’albergo del futuro– le domanda atterrito “Potenziale di cosa? Di trasformarsi in cosa?”, ammettendo implicitamente a se stesso, forse per la prima volta, di essere da solo, di fronte a una moglie delusa, che non riesce a vederlo per davvero: che lo considera per quello che fa e non per quello che è.

Una coppia che appare fin da subito scomposta, nelle sue così diverse e inconciliabili personalità, cui la cinepresa dedica infatti, separatamente, tempo ed attenzione: lui solare, fiducioso, forse troppo ingenuo; lei più spigolosa, cinica (come dimenticare il “flashback” su quell’atroce barzelletta), ma anche più reale nella sua propensione autodistruttiva e paradossalmente costruttiva al tempo stesso: ha in sé infatti il potere del cambiamento, il bisogno di non fermarsi e accontentarsi mai. Ed è lei a gestire in qualche modo le possibilità della narrazione, a mandare avanti il racconto in cerca della via d’uscita.

Blue Valentine è un film delicato, forse un po’ prolisso nello sviluppo della storia ma di certo personale, raro per la capacità di addentrarsi nelle problematiche non tanto dell’amore, ma del nostro essere umani, inevitabilmente soli ed imperfetti.