Captain Phillips – Attacco in mare aperto

Paul Greengrass dirige un eccezionale Tom Hanks nella trasposizione cinematografica del libro autobiografico di Richard Phillips, A Captain’s Duty: Somali Pirates, Navy SEALS, and Dangerous Days at Sea. La storia vera del dirottamento della nave mercantile statunitense MV Maersk Alabama, avvenuto nell’aprile del 2009 da parte di quattro pirati somali, mette alla prova regista e attori con una materia non molto facile da trattare, proprio perché reale.

 

Quello che ci viene presentato è, a primo impatto, un film d’azione  e, quando si viene a contatto con questo genere è facile cadere nell’ ‘incredibile’, al quale ogni spettatore deve aderire se vuole godere dell’intrattenimento che il film gli offre.

Captain Phillips – Attacco in mare aperto, il film

Tuttavia c’è un dettaglio di cui dobbiamo tenere conto, un dettaglio che ci viene in aiuto dopo un bel po’, durante la visione della pellicola: Captain Phillips – Attacco in mare aperto non è propriamente un film d’azione. Il lavoro si avvale di fotografia da reportage, d’inquadrature sporche, di un uso smodato della camera a mano, dell’assenza quasi totale di musica. Quello che ci si presenta è un film spoglio, che disturba per i movimenti troppo veloci della macchina da presa e trasmette confusione: cosa stiamo guardando?

Non è un film, è ricostruzione della realtà, non è neanche possibile chiamare i ‘personaggi’ tali, poiché sono solo degli uomini che si trovano a doversi confrontare con l’imprevisto, che diventa un caso di Stato. Questo caso permette di mostrare l’altra faccia dell’America che, da questo frammento di realtà, non ne esce proprio vittoriosa. Assistiamo allo smascheramento di una politica fatta di una forza che non conosce sconfitte, che vuole vincere anche se, quello che resta, non può certo chiamarsi vittoria.

Alla fine di Captain Phillips – Attacco in mare aperto, siamo grati per la pazienza che abbiamo avuto, per non aver ascoltato quel senso di noia e fastidio che il film trasmette. Un’ impressione che è orchestrata ad hoc dal regista per creare l’atmosfera d’attesa, il sentore che ‘qualcosa sta per succedere’. Ma Greengrass non è clemente con lo spettatore, così come non è clemente con la ragion di Stato: la spettacolarità bramata non arriva, perché non si può lasciare che lo spettacolo prenda il posto della realtà, dal momento che non è più accettabile che le politiche caratterizzate da una violenza fiera di sé e costitutiva siano coperte continuamente dallo scintillio della luce dei riflettori.

Approdato nelle sale cinematografiche statunitensi lo scorso 11 Ottobre, Captain Phillips – Attacco in mare aperto, l’ultima fatica di Paul Greengrass sarà nelle sale italiane a partire dal 31 Ottobre.