Cosa c’è di più americano di una bella famiglia che vive in una casa a due piani con la staccionata bianca in un sobborgo di una qualsiasi provincia americana? Le confraternite universitarie! E cosa succederebbe se i due mondi si incontrassero? Sarebbe la guerra. E lo è, in Cattivi Vicini, film di Nicholas Stoller con Seth Rogen, Zac Efron e Rose Byrne.

 

Cattivi ViciniFeste, scherzi, riti di iniziazione, ululati virili e musica a tutto volume. Divertimento 24 ore su 24, tutto fuorché studiare. Bellissimo e, magari a farne parte, ma non quando si ha una neonata tra le braccia che non si addormenta per il troppo rumore a notte fonda. Mac e Kelly, interpretati da Seth Rogen e Rose Byrne sono novelli genitori, che cercano di vivere il sogno americano, il mutuo della casetta perfetta che pesa sulle loro vite, lui con un lavoro poco stimolante e lei che ha messo da parte ogni ambizione per stare a casa con la bambina. Il loro equilibrio viene turbato quando una confraternita si trasferisce alla porta accanto. Decisi a fare i vicini “cool”, tentano da subito un approccio amichevole con il presidente Teddy (Zac Efron) e il vice Pete ( Dave Franco), cercando di convincerli e convincersi che sono ancora dei giovani trentenni spensierati e che mai gli urleranno con il giornale in mano di abbassare il volume. E invece si trasformeranno quasi da subito nei noiosi vicini, in un’escalation di scherzi e ripicche che sfocerà in una vera e propria guerra con armi assolutamente non convenzionali.

Seth Rogen, che ha anche prodotto la pellicola, continua nella sua interpretazione del bambinone cresciuto di Hollywood, riuscendo giusto a strapparci qualche risata facile. Una delle cose meglio riuscite in Cattivi Vicini è forse la chimica da bromance instaurata con Zac Efron (esilarante la loro gara di imitazioni sotto effetti di droghe su chi è il miglior Batman di sempre, che a quanto pare è stata improvvisata) e dal canto suo, il giovane attore riesce così ad uscire un po’ dai suoi soliti personaggi (ma non troppo), dimostrando che sa anche prendersi in giro. La vera “rivelazione” è Rose Byrne che, in contrasto al suo aspetto delicato, porta in scena una donna sboccata, ingegnosa e irresponsabile tanto quanto il marito. Se poi avrete l’occasione di vedere il film in versione originale, il suo accento australiano sarà la ciliegina sulla torta.

Di commedie sulle confraternite se ne sono fatte e tante se ne faranno, e Cattivi Vicini non spicca certo per originalità nel proporre i soliti stereotipi del caso. Ma per fortuna non si ferma a quello, proponendo un commento tagliente sulle responsabilità della vita adulta che hanno preso, o prenderanno, il sopravvento. Preparatevi a situazioni grottesche al limite del surreale (non vi anticipiamo nulla, ma aspettate la scena della “mungitura” che turba non poco!), un linguaggio sboccato e veloce ( la chimica dialettica tra Byrne e Rogen è a tratti irritante) e una storia decisamente sopra le righe. Detto questo, non si ride quanto sembra sia stato promesso. Forse perché, semplicemente, noi non siamo americani.

Cattivi Vicini