Cinquanta Sfumature di Rosso, recensione del film

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Cinquanta Sfumature di Rosso

Dopo incassi record, successo per i protagonisti e parodie varie, siamo finalmente giunti al capitolo conclusivo di una delle saghe più amate e detestate allo stesso tempo degli ultimi anni: arriva oggi al cinema Cinquanta Sfumature di Rosso con Dakota Johnson e Jamie Dornan per la regia di James Foley.

 

Se nel primo capitolo Grigio c’era la scoperta, la novità e facevamo conoscenza delle abitudine sessuali del caro Mr Grey (Jamie Dornan) attraverso gli occhi della ingenua Anastasia Steele (Dakota Johnson) e nel secondo film Nero la loro storia si faceva più seria, tra compromessi e thriller, sempre accompagnando il tutto con le perversioni di lui, in Cinquanta Sfumature di Rosso c’è un po’ tutto e un po’ niente… Il che si traduce in due ore di noia.

Cinquanta Sfumature di Rosso è il capitolo finale della saga ispirata ai libri di E.L.James

Ana e Christian sono finalmente pronti a passare il resto della loro vita insieme suggellando il loro amore con un matrimonio e successiva romantica e sfarzosa luna di miele in Francia. Tra una corsa sotto la pioggia su gli Champs Elysées e una punizione tra le lenzuola da parte di lui perché lei gli ha disobbedito (scene che, al terzo film nemmeno più sconvolgono o fanno ridere), vengono informati che una persona non gradita del loro passato sta cercando di intrufolarsi nuovamente nelle loro vite.

Si tratta di Jack Hyde (Eric Johnson), ex capo nella redazione dove lavorava Ana e licenziato proprio a causa sua. Le premesse per una vendetta in piena regola ci sono tutte, così la “Signora Grey” viene controllata a vista da una bella guardia del corpo (Brant Daugherty), di cui Christian stranamente non è geloso. La trama “thriller” si infila tra dialoghi alquanto surreali, scene di sesso buttate lì a caso giustificate solo dalla natura morbosa di lui che ha contagiato anche lei ormai, inseguimenti alla Fast & Fourious tra le strade di Seattle, gravidanze da evitare, rapimenti e antagonisti che si capiscono già dalle prime scene.

Cinquanta Sfumature di Rosso

Jamie Dornan e Dakota Johnson arrivano stremati a questo finale, lui evidentemente annoiato dall’essere ancora Mr.Grey e lei che cerca di mostrarci (con successo) tutte le sfumature delle emozioni che prova Ana senza muovere un singolo muscolo del viso e con sguardo fisso. Tantissimi sono gli elementi piantanti qui e lì durante il film che potevano essere qualcosa di più, ma il regista o lo sceneggiatore Niall Leonard non si sono minimamente preoccupati di svilupparli più di tanto o forse hanno preferito tagliarli in fase di montaggio, preferendoli all’ennesima scena di Ana che geme di piacere. Dopo tutto questa è una commedia romantico erotica…

Il sesso, prima del grande amore tra i due in Cinquanta Sfumature di Rosso rimane al centro della storia e ogni momento è buono per riaprire la stanza segreta di Mr.Grey. Se solo non fosse che la linea tra pratiche sessuali varie di sottomissione non fosse così sottile da sembrare spesso e volentieri semplice volere di un uomo che controlla il corpo di una donna (e non solo a letto), padrone che la vuole a casa e non a lavoro, geloso fino all’inverosimile e che può decidere tutto per lei. Ma insomma, le femministe non sono certo il pubblico tipo di un film del genere e chi va a vedere Cinquanta Sfumature di Rosso sa bene a cosa va incontro (si spera)…

Come per i capitoli precedenti, nulla da dire sulla colonna sonora curata da Danny Elfman, forse unico aspetto pensato e studiato nel minimo dettaglio, con canzoni scritte proprio per raccontare questa storia e piazzate ad hoc nei momenti più giusti. Ma questo e la bella fotografia da spot tv non riescono a salvare un film che sembra esser stato girato e montato quasi di fretta, talmente sconnesso nella sua totalità da non sembrare nemmeno un vero e proprio finale.