Daddy’s Home: recensione del film con Mark Wahlberg

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Daddy's Home

A distanza di 6 anni tornano insieme sullo schermo Will Ferrell e Mark Wahlberg con il film Daddy’s Home al cinema dal 14 gennaio per la regia di Sean Anders. L’accoppiata vincente, che ha divertito e incassato con il buddy movie I Poliziotti di Riserva, questa volta porta sullo schermo una commedia per famiglie con due uomini a gli antipodi per protagonisti.

 
 

In Daddy’s Home Will Ferrell è Brad Whitaker, un’uomo il cui più grande sogno è diventare padre: si sente portato e dedicherebbe tutta la sua vita ai figli. Purtroppo per un triste scherzo del destino non può averne di suoi e trova la serenità solo quando si innamora della bella Sara (Linda Cardellini), madre di due bambini. Insieme a loro Brad si sente realizzato come padre e marito, ma l’amore che dona ai piccoli Megan e Dylan non viene esattamente ricambiato e proprio nel momento in cui sta conquistando la loro fiducia si riaffaccia nelle loro vite il padre biologico. Dusty (Mark Wahlberg), un’incrocio tra un marines, un cowboy e una spia e con un grande problema con le responsabilità, darà da subito del filo da torcere al mite dal cuore d’oro Brad, che si troverà a dover competere per tenersi stretta la famiglia che ha sempre voluto e ama.

Daddy’s Home, il film

Sceneggiato da Anders, Brian Burns e John Morris, Daddy’s Home è la classica commedia americana che fa ridere ma fa anche riflettere. Al centro della storia la famiglia: quella nuova, fatta di cambiamenti, patrigni e matrigne, genitori biologici che ritornano e cambiano idea, famiglie allargate che devono imparare a convivere, a non farsi la guerra e pensare solo al bene dei figli.

Daddy's HomeEquivalente del nostro cine-panettone, Daddy’s Home ha incassato $118.307.723 in patria dal 25 dicembre ad oggi anche se con ben poca sostanza alla base. Le gag e le battute dopo i primi 15 minuti diventano prevedibili come anche la banalità delle azioni dei protagonisti che alla lunga stancano: si ritrova un po’ di originalità solo nel finale che strappa un sorriso in più.

Will Ferrell, come nella maggior parte delle sue interpretazioni, esagera con lo stereotipo mentre Mark Wahlberg sorprende e regge testa al comico più navigato, grazie al fisico e un umorismo più sottinteso. Un tipo di comicità sicuramente più apprezzata negli Stati Uniti, raccoglierà lo stesso il consenso di una buona fetta del pubblico italiano.