Ferrari: Un Mito Immortale, recensione del docu-film di Daryl Goodrich

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Ferrari - Un Mito Immortale

Quando si parla di Formula Uno non si può non parlare della Scuderia Ferrari, un marchio divenuto icona di stile e successo. Alla storia della scuderia del cavallino rampante e al suo papà, Enzo Ferrari, è dedicato il docu-film Ferrari: Un Mito Immortale del regista Daryl Goodrich presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma.

 

Il mondo delle corse automobilistiche ha sempre attirato un gran numero di spettatori affascinati dalla velocità e dal glamour che questo sport sembra possedere. Piloti intrappolati in monoposto tanto tecnologiche quanto claustrofobiche, che sfrecciano a gran velocità su circuiti chiusi, sperando di aggiudicarsi il primo posto senza ribaltarsi prima del traguardo.

Ferrari: Un Mito Immortale ripercorre i gloriosi anni cinquanta, importantissimi per la Ferrari e il suo team di piloti entrati a far parte della storia delle gare automobilistiche. A quei tempi correre in pista era il sogno di ogni ragazzo che amasse le macchine, la velocità ma soprattutto il ‘gusto’ dell’adrenalina. Ma affrontare un circuito allora voleva dire anche prendersi un grande rischio, ovvero quello di finire schiacciato tra i rottami di un’auto in fiamme. Eppure, nonostante ciò, decine di piloti ogni domenica salivano sulle proprie automobili rischiando il tutto per tutto per un momento di gloria.

Ferrari - Un Mito Immortale

In Ferrari: Un Mito Immortale si parla dunque della scuderia, del grande Enzo ma anche e soprattutto dei cosiddetti piloti gentlemen degli anni cinquanta. Quello immortalato da Daryl Goodrich è un periodo pieno di fascino ma anche segnato da orribili tragedie in pista. La competizione era tanta, le macchine da corsa instabili e i piloti spesso entravano in pista sfidando la sorte. Attraverso alcune immagini e filmati di repertorio, il regista ricostruisce gli eventi di quegli anni dividendo il suo docu-film in capitoli.

Si parla di sport ma anche e soprattutto di persone, del lato umano della Formula Uno e del grande Enzo Ferrari. Il papà del cavallino rampante infatti viene ricordato come un imprenditore senza scrupoli, un vero e proprio talent scout disposto a tutto pur di mantenere vivo il suo sogno di bambino e la sua scuderia.

Ferrari - Un Mito Immortale

Era un uomo estremamente complesso, con un passato difficile e una volontà di ferro che scoraggiava qualsiasi tipo di rapporto interpersonale tra piloti. Correre doveva essere il loro unico pensiero e non c’era spazio per inutili sentimentalismi, ma solo per le macchine. Seguendo le storie di piloti come Peter Collins e Mike Hawthorn, ricostruiamo quindi il puzzle del mito di Enzo Ferrari, ritratto come un despota senza cuore.

Pur concentrandosi maggiormente sui personaggi che sullo sport vero e proprio, Ferrari: Un Mito Immortale di Daryl Goodrich ha una struttura fin troppo ripetitiva. Le storie dei singoli personaggi vengono raccontate delle voci fuori campo dei narratori sempre allo stesso modo e rendendo tutto piatto e difficile da seguire. Un documentario quindi meno adatto agli appassionati di corse automobilistiche ma che potrebbe invece incontrare il gusto dei neofiti della Formula Uno.