Due sorelle, vite completamente diverse e una nonna di cui nemmeno si conosceva l’esistenza a tenerle insieme: In Her Shoes – Se fossi lei, film del premio Oscar Curtis Hanson, racconta proprio di questo complicato legame. Tra questioni di famiglia e rapporti interpersonali, con una trama che appassiona ma sembra comunque non convincere, il film è la classica commedia basata su alcune delle diatribe che potremmo definire decisamente di tutti i giorni. Fratelli e sorelle, i problemi tra consanguinei e l’amore.

 

In In Her Shoes – Se fossi lei Maggie (Cameron Diaz) e Rose (Toni Collette) sono due sorelle che hanno vissuto un’infanzia turbolenta. Con una madre morta suicida per problemi di mente e un padre troppo preso dalla suddetta perdita, crescono con stili di vita differenti. Maggie è la bionda superficiale tutta festini e narcisismo, Rose invece l’avvocato severo e giudizioso: sono numerosi gli scontri fra le due nel corso del film, fino a incappare nella goccia che fa traboccare il vaso. Maggie va a letto con il fidanzato di Rose, che la ripudia, costringendola a scappare dalla nonna, Ella (Shirley MacLaine), abbandonando il proprio tetto. Maggie inizia una nuova vita, stanca di essere sempre nella posizione della “sgualdrina inadatta”, trova un’occupazione e comincia a maturare. Nel frattempo Rose incontra il suo nuovo fidanzato, ben lontana da Maggie e dai suoi atteggiamenti. Arriva alla soglia del matrimonio e solo grazie all’intervento proprio della nonna, che ricopre il ruolo di pacificatrice, potrà provare a ricucire il rapporto con la sorella.

In Her Shoes – Se fossi lei, il film

La pellicola, tratta dal secondo romanzo di Jennifer Weiner, A letto con Maggie, non ha riscosso un grande successo: sebbene Hanson mantenga un tono classico nella direzione, il tutto sembra abbastanza scontato e scialbo, senza né arte né parte. Cameron Diaz non è particolarmente ispirata nella recitazione, parla poco il suo ruolo si concentra prevalentemente sulla sua fisicità che la rende più un oggetto che un soggetto per tre quarti di film. Questa carenza è però compensata da una più sostanziosa Toni Collette. È invece il ruolo di Shirley MacLaine a tenere alta la qualità, nel ruolo della nonna, con una interpretazione magistrale. Un classico tutto al femminile, che alterna bene momenti goliardici e scene più serie che dovrebbero far riflettere, non riuscendo del tutto in questo scopo.

Da non sottovalutare la durata: il film si svolge in un arco di poco più di 2 ore, e questo incide molto sull’attenzione. Alcune scene risultano superflue, altre invece che potrebbero essere fondamentali rischiano di non essere seguite con la giusta attenzione, proprio per via dell’inerzia alla quale è soggetto lo spettatore sottoposto alla visione di un film molto lungo dall’aspetto generale un po’ troppo scontato.