Arriverà nelle sale italiane il prossimo 1 ottobre Io e Lei, uno dei film certamente più discussi di questa nuova stagione cinematografica. Discusso non solo per l’inedito connubio artistico formato dalle sue due protagoniste, ma anche per le tematiche che – inaspettatamente – il film si propone di raccontare utilizzando una chiave altrettanto inedita (almeno per il cinema italiano). Io e Lei è la storia di Federica e Marina, due donne agli antipodi che vivono insieme da diversi anni. La loro storia d’amore, però, è a un punto di svolta: proprio quando Marina pensa che ormai si possano considerare una coppia stabile, Federica, scossa da una serie di avvenimenti, entra in crisi e comincia a interrogarsi non solo sul rapporto con la sua compagna, ma anche sulla propria vita.

Diretto da Maria Sole Tognazzi, che torna dietro la macchina da presa a tre anni di distanza da Viaggio da Sola, Io e Lei è una classica commedia sentimentale che ha fondamentalmente due pregi: il primo risiede nell’inaspettata e a tratti sorprendente alchimia tra Margherita Buy (Federica) e Sabrina Ferilli (Marina); il secondo, invece, è da attribuire alla straordinaria capacità della Tognazzi di aver saputo raccontare non una storia sulla diversità, ma una storia sulla normalità. Io e Lei è una storia d’amore vera e passionale: non ci sono inutili cliché, non esistono fastidiosi stereotipi, ma soltanto due donne innamorate colte nella loro ordinarietà e nel loro quotidiano. È così che il nuovo lavoro della regista romana arriva come una ventata d’aria fresca nel panorama del cinema italiano, che troppo spesso si è “divertito” a rappresentare l’omosessualità proprio attraverso i cliché e gli stereotipi qui evitati.

Io e Lei, il film

Il resto viene fatto dalla genuina romanità di Sabrina Ferilli che contamina l’indiscutibile talento di Margherita Buy e la rende più divertente e anche più buffa rispetto all’attrice drammatica che tutti conosciamo, dando vita a un prodotto di intrattenimento e mai volgare, in cui però non è tutto oro quel che luccica. Se troppo spesso il film assume un taglio ingiustificatamente televisivo in netto contrasto con un aspetto insopportabilmente patinato, anche la sceneggiatura (scritta a sei mani dalla Tognazzi in collaborazione con Ivan Cotroneo e Francesca Marciano), pur dimostrando una spiccata capacità nel delineare le varie sfumature di questo rapporto sentimentale, non scava mai a fondo, lasciando tutto come in superficie e impedendo al film di essere davvero coinvolgente.

Io e Lei non è una bandiera issata a favore o uno spot teso a sensibilizzare. È, con tutti i suoi pregi ma anche i suoi difetti, una storia d’amore su quella normalità che esiste e che il nostro Paese tende ancora oggi a identificare come diversità.