Last Christmas Emilia CLarke

Last Christmas è una perfetta commedia romantica natalizia, e per questo ancora più romantica delle commedie romantiche che sono ambientate negli altri periodi dell’anno.

Diretto da Paul Feig e scritto a quattro mani da Emma Thomson (che nel film interpreta la mamma della protagonista) e suo marito, il film narra la dolce avventura sentimentale di Kate (Emilia Clarke) e Tom (Henry Goldin) che si conoscono davanti al negozio di articoli natalizi dove lei lavora vestita da elfo, alle dipendenze di Santa, un’esilarante Michelle Yeoh. L’amore sboccia tra le vie di una Londra che sembra piccina e illuminata come un carillon, che si gira a piedi, chiacchierando, e a volte imprecando.

L’aspetto particolarmente godibile di Last Christmas consiste proprio nell’aggiunta qua e là di una spruzzata di cinismo iperrealistico, che a tratti àncora alla realtà, nonostante la cornice della storia sia più virata alla fiaba natalizia con neve, lucine e cori angelici.

Emma Thomson scrive per sé la parte di una madre problematica che dà molto materiale al personaggio di Emilia Clarke per innescare il motore della narrazione, esattamente come tutto il contesto familiare della giovane, complesso e così realistico nel raccontare di incomunicabilità e differenze culturali: si tratta di immigrati dell’ex Jugoslavia che patiscono quindi tutti gli attuali timori generati dalla Brexit.

Il regista di Un Piccolo Favore, Ghostbusters (2016), Le Amiche della Sposa e Corpi da Reato, narra, con lo stesso tono goliardico delle sue precedenti commedie, la tenerezza più semplice. Ed è così dolce osservarne lo sviluppo a piccole tappe, soprattutto nella premura del personaggio di Tom, che accudisce con nobile distacco Kate.

Nonostante sia già stata ambientazione perfetta per molte commedie romantiche, anche a sfondo natalizio, basti pensare a Love Actually, la capitale inglese non sembra la location perfetta per questa storia, ma probabilmente è proprio questo che attira di più di Last Christmas. La vita non scorre “liscia come l’olio”, ma è ricca di contraddizioni, sia dal punto di vista dei personali turbamenti interiori, sia da quello dei fatti che si scatenano attorno a noi, e Kate vive precisamente questa evoluzione, partendo da sé per poi muoversi trasversalmente accogliendo alti e bassi, anche con difficoltà. Percorso vissuto in maniera analoga, in sottofondo, dal personaggio di Santa, la responsabile di lavoro della protagonista, kitsch e rigida come nel miglior condensato di stereotipo cinese.

Emilia Clarke, protagonista rock di Last Christmas

Il volto espressivo e fresco, con l’allure rock sbandata della Clarke, è la perfetta miscela che restituisce tutte le sfumature necessarie alla conduzione della storia, in particolare per quella punta di sarcasmo aspro che cade lieve e gelato proprio come neve dal cielo.

Si potrebbe definire dolce ma inesorabile, Last Christmas, proprio come gli innumerevoli senzatetto che si vedono nel corso del film in contrasto con le canzoni di Natale.

Perché in fondo quello che più amiamo delle storie, oltre al lieto fine, è che siano inspiegabilmente assonanti con il nostro mondo e ci lascino a bocca aperta. Come nelle migliori avventure sentimentali in cui tutto quello che interviene nella storia, per sconvolgerla, sarà poi un nutrimento per la stessa, nuova linfa, per una giusta fioritura.