Sono sempre di più gli anime che trovano spazio sul grande schermo, tra nuove produzioni e riproposizioni di grandi classici. Solo negli ultimi mesi abbiamo infatti potuto vedere al cinema titoli come Tokyo Godfather, Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba – Il Castello dell’Infinito e Chainsaw Man – Il Film: La Storia di Reze. Il primo anime del 2026 a calcare gli schermi è invece Memories, che sarà nelle sale italiane solo il 12, 13 e 14 gennaio. Il merito è ancora una volta della collana Animagine, nata dalla collaborazione tra Dynit e Adler Entertainment, che porta al cinema gli anime del presente e del passato.
L’occasione è il trentesimo anniversario del film, uscito nei cinema giapponesi nel 1995 (inizialmente era previsto in sala a novembre 2025). Una ricorrenza che permette così di riscoprire un gioiello anomalo, ma ugualmente affascinante. Sua prima particolarità è l’essere composto da tre episodi tratti da tre brevi storie a fumetti di Katsuhiro Otomo. Ogni racconto è inoltre diretto da un regista diverso: Magnetic Rose da Koji Morimoto, Stink Bomb da Tensai Okamura e Cannon Fodder dallo stesso Katsuhiro Otomo, che solo pochi anni prima aveva rivoluzionato l’animazione giapponese con Akira.
La trama di Memories
Memories è un film d’animazione composto da tre episodi. Nel primo, due astronauti cercano l’origine di un misterioso segnale di emergenza da loro captato, per ritrovarsi in uno strano mondo creato dai ricordi di una donna; nel secondo, un giovane chimico si trasforma per un tragico errore in una mortale arma biologica diretta verso la città di Tokio; nel terzo, una non identificata cittadina è disseminata di cannoni, che continuano a sparare verso un imprecisato e lontano nemico.

Tre episodi di attualità
Tre episodi, si diceva, resi scollegati tra loro non solo dalle storie autonome, ma anche dal fatto che ognuno possiede un proprio registro e un proprio stile d’animazione. Magnetic Rose è un racconto di fantascienza con evidenti richiami a 2001: Odissea nello spazio, tra esistenzialismo e traumi del passato; Stink Bomb ha invece toni parodistici e irriverenti e rappresenta le conseguenze dell’utilizzo di una micidiale arma batteriologica; Cannon Fodder, infine, è una distopia steam punk animata in un unico piano sequenza, tecnica che lo rende il più affascinante dei tre episodi.
Ci si ritrova così davanti a tre declinazioni di un certo senso di straniamento a cui sono condannati i protagonisti. Nell’assumere il loro punto di vista, si viene così catapultati in drammatici racconti famigliari e nella pericolosità dell’abbandonarsi alla nostalgia (Magnetic Rose), in una satira che critica il militarismo e mette in guardia dalla realizzazione di armi che possono sfuggire al controllo umano (Stink Bomb) e in un indottrinamento che mette in guardia da un nemico la cui esistenza non è neanche certa (Cannon Fodder).
Temi che, nonostante i registi di Memories abbiano esplorato ormai 30 anni, dimostrano il loro essere ancora attuali e richiamano dunque a precisi scenari del nostro quotidiano. Mentre però il primo dei è probabilmente il più visivamente affascinante, tra ambienti decadenti e un uso espressionista del colore, e il secondo quello meno riuscito dei tre, è Cannon Fodder ad offrire i maggiori elementi d’interesse. Tra le soluzioni visive messe in scena per dar vita al piano sequenza che lo compone, un’animazione grezza, un’estetica steampunk e un sonoro avvolgente, è quello che ha più elementi per risultare memorabile, qualora non fosse bastato il solo argomento trattato.

La sensazione di qualcosa di incompiuto
Nonostante gli indubbi elementi di pregio fin qui riportati, però, gli episodi di Memories lasciano anche una sensazione di incompiutezza. Tutti e tre i racconti, a modo loro, sembrano non riuscire ad esprimere appieno il loro potenziale, dilatando fin troppo le loro premesse, proponendo spunti affascinanti ma senza svilupparli adeguatamente. Stink Bomb, ad esempio, dura all’incirca 40 minuti e per buona parte è un continuo ripetersi di gag e scenari simili tra loro. Dispiace che il suo minutaggio non sia stato ridotto in favore di Cannon Fodder, che invece dura all’incirca una ventina di minuti.
Proprio quest’ultimo episodio, sebbene concepito per non avere grandi risvolti narrativi, lascia la sensazione che un maggior approfondimento di certe dinamiche, di certe condizioni e dei suoi retroscena, avrebbero potuto renderlo anche più affascinante e tematicamente forte di quanto lo sia così com’è. Memories potrebbe dunque lasciare insoddisfatti sotto questi punti di vista, ma come esperienza visiva riesce a colmare queste mancanze, accostandosi ai grandi anime del passato che hanno spianato la strada ai titoli venuti in seguito.
Il trailer di Memories
Memories
Sommario
Memories è un’opera affascinante, visivamente potente e tematicamente ancora attuale, soprattutto grazie a Cannon Fodder. Tuttavia, i tre episodi soffrono di una certa incompiutezza narrativa, con spunti interessanti che non vengono sviluppati fino in fondo, lasciando una sensazione di potenziale parzialmente inespresso.
