The Wolfman

The Wolfman – Due premi oscar riuniti per il remake del celebre uomo lupo di Lon Chaney jr datato 1941 e diretto da George Waggner, Benicio Del Toro nei panni di Lawrence Talbot ed Anthony Hopkins in quelli del padre padrone John Talbot. Ormai era rimasto uno dei pochi classici senza remake e la moda di oggi non poteva risparmiarsi dal ripescarlo a dispetto di una crisi di idee che sembra circondare il settore cinematografico pieno com’è di sequel, prequel e compagnia bella.

Questa pellicola ha avuto una lavorazione difficoltosa, dal regista Mark Romanek che lascia la direzione per problemi col cast, a molte scene rigirate varie volte fino alla laboriosa e complessa resa del make up “lupesco” di Benicio Del Toro affidato al leggendario truccatore Rick Baker vincitore di ben 6 premi Oscar. The Wolfman come detto, ricalca fedelmente la sceneggiatura del predecessore, aggiungedovi elementi per così dire “modernistici”, volti forse ad avvicinare un pubblico di teenager, i riferimenti vanno alle numerose scene dal sapore splatter ad una atmosfera decisamente tetra che ricorda da vicino Il mistero di Sleepy Hollow di Tim Burton

La pellicola però scorre via senza suscitare particolari entusiasmi, rimanendo sì un’opera piacevole, ma priva di particolari picchi; sarà anche colpa dell’avvicendamento alla regia, il buon Johnston non osa granché ma anzi resta sulla falsariga di un canovaccio narrativo forse troppo poco “esplosivo” per un film horror.

Restano comunque le ottime interpretazioni di un Hopkins in stato di grazia, profondamente dentro al suo ruolo, una doppia personalità resa credibile anche dal trucco che lo invecchia decisamente, ed un Benicio Del Toro che rende bene le inquietudini del suo personaggio in preda alle pulsioni animalesche, così come alle paure che ne discendono. Poteva essere un gran film ma è riuscito solo a metà restando su una sufficienza che forse farà felici solo coloro che cercano le classiche due ore da passare con un blockbuster americano.