Tornare a vincere

Tornare a vincere è quello che si augura chi, nella vita, ha perso o sta perdendo, è quello che si augura anche Ben Affleck, regista straordinario, produttore e sceneggiatore premio Oscar, attore che a 48 anni si trova di fronte alla sua prova più intima, personale, emotivamente impegnativa.

 

Tornare a vincere è il titolo del film che vede Affleck ancora una volta diretto dall’amico regista Gavin O’Connor, che arriva on demand in digitale il 23 aprile e racconta la storia di un uomo colpito dalla vita e da se stesso, un uomo che con enorme facilità cerca una strada per il ritorno (il titolo originale del film è infatti The Way Back).

Tornare a vincere, la trama

Jack Cunningham era un cestista promettente ai tempi del liceo, ma ha deciso di arrendersi e di non coltivare il suo promettente futuro di sportivo. Molti anni più tardi, lo troviamo solo, alcolizzato, abbandonato a se stesso, ancora innamorato della donna che ha sposato ma che non lo vuole più al suo fianco. D’improvviso, una proposta insperata sembra riportare nella sua vita un barlume di speranza: la sua vecchia scuola ha bisogno di un allenatore per la squadra di basket del liceo. Jack ha una nuova possibilità di rimettere in piedi la sua vita e decide di coglierla.

Scritto e diretto da Gavin O’Connor, Tornare a vincere è a tutti gli effetti un film di Ben Affleck, cucitogli addosso e fortemente voluto dalla star di Hollywood che, come il protagonista del film, sta tentando di uscire da un momento particolarmente difficile della sua vita.

Forse più di ogni altro personaggio davvero famoso suo contemporaneo, Ben Affleck ha conosciuto gioie e dolori, altezze e profondità del successo e della fama, detentore di un talento acuto e sensibile, troppo spesso sottovalutato, ma che con gli anni e con l’approdo alla regia è riuscito a mostrare il tutto il suo splendore. Si invita ovviamente a fare riferimento alle ottime prove di regia che questo ragazzone di Boston ha offerto nel corso della sua carriera ormai ventennale. Dal folgorante esordio con Gone Baby Gone, al solido The Town, al premiatissimo Argo, esempio di un talento e di un gusto classico, come quello della Hollywood che fu.

Tornare a vincereTornare a vincere, intervista a Ben Affleck

All’inizio dell’ennesima e speriamo definitiva parabola di risalita nella carriera (e nella vita) di Ben Affleck, Tornare a vincere paga il prezzo di una struttura esageratamente semplicistica, che si concentra sull’addizione di eventi più che su un vero e proprio percorso di redenzione di Jack Cunningham. Tuttavia è proprio nel suo splendido protagonista che trova il suo punto di maggiore interesse.

Forse lo sguardo è viziato dalla grande simpatia che il personaggio pubblico trasmette a chi scrive, tuttavia è innegabile che la percentuale di autobiografia in questa storia abbia messo Affleck di fronte alla prova più difficile della sua carriera. E l’attore ne esce a testa alta, confermandosi anche un interprete molto bravo, qualità che troppo spesso gli viene negata. Basti pensare a Hollywoodland, per cui vinse la Coppa Volpi a Venezia, o a L’Amore Bugiardo, ad oggi sua migliore interpretazione in carriera.

Ben Affleck è la forza e insieme al debolezza di un film che da una parte paga una scrittura superficiale, ma dall’altra mostra con cristallina chiarezza che quello che il genere umano può fare di fronte alle difficoltà è far leva sulle proprie caratteristiche e volgere a proprio vantaggio i suoi punti di debolezza. Come fa Jack con i suoi ragazzi, come fa Ben Affleck.

 
RASSEGNA PANORAMICA
Chiara Guida
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Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.