Una Notte Blu Cobalto è l’opera prima del regista siciliano Daniele Gangemi, girato interamente nel 2008, trova solo oggi la possibilità di uscire in una quindicina di copie.

 
 

Una Notte Blu Cobalto è interamente girato a Catania e offre un cast di tutto rispetto con Corrado Fortuna nei panni del protagonista Dino Malaspina, Regina Orioli in quelli della ex fidanzata Valeria e la riuscita partecipazione di Alessandro Haber nel ruolo del bislacco proprietario della pizzeria “Blu Cobalto”.

La colonna sonora di Una Notte Blu Cobalto è veramente molto ben riuscita e vede la partecipazione dei Negramaro più quella di alcuni gruppi underground siciliani.

Una Notte Blu Cobalto per essere un’opera prima si basa si un soggetto abbastanza originale: lo studente fuori corso Dino Malaspina non riesce a rassegnarsi alla fine della storia d’amore con Valeria, vive quindi in modo apatico e passivo non riuscendo a scrollarsi di dosso l’immagine di lei.

Decide quindi di trovarsi un lavoro per distrarsi e risollevarsi dalla depressione in cui è caduto, capita quindi in una strana pizzeria chiamata “Blu Cobalto” popolata da personaggi tra sogno e realtà e dal proprietario Turi che dispensa Dino con citazioni dal manuale di combattimento militare “L’arte della Guerra” di  Sūnzǐ.
Dino avrà modo così di conoscere parecchi personaggi durante la sua prima notte di consegne e tutti hanno un solo elemento in comune: la solitudine.

Un’altra cosa che scoprirà durante questa nottata è che le pizze contengono anche una strana polverina blu….. Devo dire che l’ho trovato un esperimento parzialmente riuscito, la prima parte è convincente e scorrevole, la seconda fin troppo metaforica con un sapore anche vagamente retrò (a certi capisaldi anni 70) e quando lo spettatore (come d’altronde afferma anche il regista nella conferenza stampa) non ha risposte alle sue domande, il film non ha centrato in pieno il suo obiettivo.

I personaggi della pizzeria ad esempio sono troppo fuori le righe così da sembrare fittizi, la polverina che dovrebbe dare tanta felicità resta un oggetto senza identità, ok la metafora che l’incontro di tante persone aiutano Dino a migliorarsi ma bisogna dare alla trama anche delle basi non così artefatte e vedere la pizzeria svolgere la sua attività il giorno dopo come se nulla fosse con un altro ragazzo mi ha lasciato l’amaro in bocca.

Il cast è in palla, soprattutto Haber che dona anche una buona dose di oscurità al suo personaggio ma soffre di una caratterizzazione fatta un po’ alla buona mentre Fortuna riesce a delineare bene le difficoltà di Dino, che trovatosi catapultato in un mondo che sa di fantastico, riuscirà a spingersi dietro lo spettro onnipresente della bella Valeria (Regina Orioli), la quale ahimè rappresenta l’unico buco nel cast visto che sembra essere in grado di avere un’unica espressione facciale.

Se non fosse stata un’opera prima avrei parzialmente bocciato questa pellicola, ma visto che così non è, mi auguro che i buoni elementi emersi (fotografia e regia in primis) diano luogo a opere future migliori, per adesso una sufficienza risicata o come si diceva a scuola “rimandato a settembre con debito”.