L’imperatrice Wu Zetian ha inviato
il capitano delle guardie Yuchi a indagare su un minaccioso mostro
marino. Il giovane detective Dee e Yuchi si ritrovano a combattere
insieme quando la creatura attacca il corteo cerimoniale per il
sacrificio della bellissima Yin. Tra numerose peripezie e fortunati
indizi i due riescono a scoprire un complotto che coinvolge lo
stesso imperatore e tutti coloro che bevono regolarmente un tè
forse velenoso.
Presentato Fuori
Concorso al Festival di Roma 2013 e
vincitore del premio Maverick Director Award, il film
del maestro Tsui Hark porta in scena il prequel del
fortunato film del 2010 Detective Dee e il mistero della
fiamma fantasma. La storia è un giallo in stile Sherlock
Holmes con costumi colorati e le scenografie storiche della
Cina imperiale governata dalle varie dinastie. La sceneggiatura,
molto lineare, segue le avventure di questo giovane detective che
grazie alla sua grande capacità deduttiva riesce a far luce su due
storie parallele che nascondono un unico complotto che minaccia
l’impero. Ciò che caratterizza la storia è la forte componente
action, ma che purtroppo gioca con facili collegamenti a film quali
Matrix e I Pirati dei Caraibi e che si allaccia
sopratutto alla cultura dei più recenti film sul mondo delle arti
marziali quali La foresta dei pugnali volanti e La tigre
e il dragone. Questo però non minimizza la gran consapevolezza
e abilità con la macchina da presa del regista di Hong Kong,
difatti egli sfrutta rallenty e flashback al servizio della storia
e per il lavoro di post produzione in cui gli effetti speciali
risultano essere la caratteristica indiscussa del film. Inoltre il
maestro usa la maggior parte delle tecniche moderne per rendere
estremamente scorrevoli i 130 minuti del film che insieme alle
scenografie colorate e sontuose di Ken Mak riescono a creare
una buona contrapposizione tra regia moderna e stile
fantasy-storico.
In tutto questo caleidoscopio di colori e azione ciò che perde il
film è di credibilità, molte saranno le scene che eccedono nel loro
svolgimento tanto da suscitare lo scetticismo e il sorriso di chi
le guarda; Inoltre i numerosi “finali” che decide di intraprendere
la sceneggiatura, appesantisce tutta la seconda parte della storia,
facendo risultare il film più macchinoso delle sue premesse
iniziali.
Young Detective Dee: Rise of
the Sea Dragon 3D è un fantasy che riesce a trovare un buon
equilibrio visivo tra la cultura storica e l’ottica moderna il cui
solo scopo è di intrattenere, come dimostra l’ottimo 3D, piuttosto
che coinvolgere nella storia. La recitazione così come la
sceneggiatura sono funzionali alla componente action e quindi già
esplorati nel panorama cinematografico.
Sono un appassionata di Cinema e
Serie televisive americane, motivo per cui mi sono
iscritta all'università e mi sono laureata in Saperi e
Tecniche dello Spettacolo Digitale presso l'università La Sapienza
in Roma dove ho conseguito anche un Master di Primo Livello in
Montaggio Video e Audio. Amo costruire strutture per immagini e
scrivo per piacere, pensando che le due cose sono molto simili ma
con grammatiche diverse. In fondo per me, scrivere una frase è
come mettere insieme una scena.