Cala il sipario su Cannes 63, e l’Italia sorride grazie ad Elio Germano, premiato come miglior attore in ex aequo con Javier Bardem. La Palma d’Oro per il miglior film – consegnata dall’attrice Charlotte Gainsbourg, protagonista del film di chiusura The Tree – va al thailandese Boonmee Who Can Recall His Past Lives di Apichatpong Weerasethakul: “Siamo emozionati, essere qui è un po’ surrealista per uno come me che viene dalla giungla – dice il regista.

 

 

Vorrei ringraziare Gilles Jacob e Thierry Fremaux per l’ospitalità riservata: non mi ero reso conto prima che Cannes ospitasse film davvero fantastici”, dice il presidente della Giuria Tim Burton prima di dare il via alla premiazione ufficiale della 63. edizione del Festival di Cannes, cerimonia condotta dalla madrina Kristin Scott Thomas. Come detto, Javier Bardem ed Elio Germano vincono ex aequo come miglior attore, il primo per l’interpretazione in Biutiful di Inarritu, il secondo per La nostra vita di Daniele Luchetti: “Ringrazio di cuore il mio regista, RaiCinema e Cattleya per aver creduto in questo film – dice Germano, che prosegue – E siccome i nostri governanti rimproverano il cinema di parlare male del nostro paese, dedico il premio all’Italia e agli italiani e farò di tutto per rendere l’Italia un paese migliore nonostante la classe dirigente”. Des hommes et des Dieux di Xavier Beauvois vince il Gran Premio della Giuria, mentre il premio alla regia va a Mathieu Amalric per Tournée, film anche interpretato come attore protagonista: “E’ molto emozionante per me, ho la sensazione di tornare a casa: ho iniziato a 17 anni come stagista montatore…”, dice l’attore/regista che chiama a sé sul palco tutte le interpreti del suo film, le performers new burlesque che recitano nella parte di loro stesse.

Il Premio della Giuria – composta oltre da Burton, anche dagli italiani Alberto Barbera e Giovanna Mezzogiorno, i registi Victor Erice, Shekhar Kapur, il compositore Alexandre Desplat, gli attori Benicio Del Toro e Kate Beckinsale, lo scrittore Emmanuel Carrere – va ad Un homme qui crie di Mahamat-Saleh Haroun, regista del Ciad: “Vengo da un paese dove non c’è praticamente nulla: in questo contesto desertico ho imparato che bisogna fare dei film come le pietanze che prepariamo in casa nostra, con amore e con cura”, dichiara Haroun dopo aver ricevuto il premio.

Lee Chang-dong vince il premio per la miglior sceneggiatura per il film Poetry, anche diretto.

Tra le attrici vince Juliette Binoche per Copia conforme di Abbas Kiarostami: “Che gioia, che gioia, che gioia! – grida tre volte l’attrice, rivolgendosi a Kiarostami – non ci sono parole, perché quello che si prova di fronte ad una cinepresa che ti ama è il più bel miracolo”. E poi, mostrando un cartellino con il nome di Jafar Panahi, ricorda che il regista iraniano è in carcere da mesi con l’unica colpa di essere un regista.

La Camera d’Or per la migliore opera prima va ad Ano bisiesto di Michael Rowe. Vince nella sezione cortometraggi, annunciato dal presidente di Giuria Atom Egoyan, Chienne d’histoire del regista armeno Serge Avedikian, che dedica il premio a suo padre.

Fonte:yahoo cinema