La mafia uccide solo d'estate

A quanto pare la mafia non è un tema sono italiano, o meglio, i film sulla mafia possono riscuotere successo anche all’estero, superando le frontiere di circoscrizione locale i interesse, se e quando sono realizzati secondo uno spirito universalizzante, che fa della situazione locale un pretesto per raccontare una storia in termini comprensibili anche da culture diverse dalla nostra italiota. E’ quello che è riuscito a fare Pif, Pierfrancesco Diliberto, al suo esordio dietro la macchina da presa con La mafia uccide solo d’estate. A confermare l’universalità di linguaggio che Diliberto ha adottato nel suo film, arriva una entusiasta recensione di Variety.com sul film, che viene definito un “terrific feature debut“.

 
 

Jay Weissberg, autore della recensione, pone soprattutto l’accento sull’equilibrio, delicato e riuscitissimo, che il regista e protagonista è riuscito a mantenere tra la logica narrativa che voleva la mafia come sottofondo inevitabile al film e l’aspetto emozionale del film. Il recensiore ha anche sottolineato quello che si accennava, ovvero l’importante universalizzazione del messaggio pur partendo da fatti e dinamiche fortemente ancorate alla realtà locale: “Familiarità con i personaggi reali coinvolti aiuta a costruire la tensione, ma non è un requisito indispensabile per apprezzare la commedia intelligente e il messaggio potente del film“. (qui la recensione completa)

Con un pizzico di orgoglio in più per il nostro cinema all’estero, anche alla luce della prestigiosa nomination ai Golden Globe per La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, speriamo che questi siano i piccoli segni di una rinascita del buon cinema italiano all’estero, affinchè i grandi nomi del cinema internazionale, quando interrogati su quello che del cinema italiano apprezzano, non rispondano sempre con la stessa filastrocca che comprende Magnani, Fellini e Visconti.

Variety