mattia torre
Il regista Mattia Torre nel corso del photocall per la presentazione de 'La linea verticale' a Roma, 4 gennaio 2018. La serie tv, 8 episodi da 25 minuti, sar‡ disponibile dal 6 gennaio su RaiPlay e verr‡ messa in onda in quattro serate dal 13 gennaio su Raitre. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

La sua morte prematura a luglio, al termine di una lunga malattia, ha scioccato chi conosceva Mattia Torre e per questo il suo ultimo progetto, scritto con tenacia anche per scacciare via la sofferenza, vedrà la luce.

Figli sarà il suo ultimo film, portato sul set da Giuseppe Bonito che con Torre ha lavorato a lungo fianco a fianco. Le riprese sono cominciate oggi a Roma, l’uscita del film con Vision Distribution che è anche coproduttore è già prevista per gennaio 2020. Tutto l’affetto per Mattia Torre si è riversato su quest’ultima opera perché il sodalizio tra l’autore e i ‘suoi’ attori andava oltre la professione. Il suo era un circolo tra interpreti, sceneggiatori, produttori, una grande compagnia che alternava serie tv a spettacoli teatrali, cinema e teatro e si vedeva nei luoghi delle prove ma anche a casa o a ristorante.

Protagonisti di ‘Figli’ sono due delle persone a lui più vicine: Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi e l’emozione sul set è fortissima. Accanto a loro, molti degli interpreti che in questi anni, tra cinema, teatro e tv, hanno portato in scena i maggiori successi dell’autore: Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti, Massimo de Lorenzo, Gianfelice Imparato, Carlo de Ruggeri. Tutti ‘complici’ di cult come “Boris” e “La Linea Verticale” e piece teatrali come “Io non c’entro”, “Tutt’apposto”, “Piccole anime”, “L’ufficio”, “456”, “In mezzo al mare”, “Migliore”, “Qui e ora”, “Perfetta”.

“Figli” è la storia di Nicola e Sara, una coppia innamorata e felice. Sposati da tempo, hanno una figlia di sei anni e una vita che scorre senza intoppi. Tutto perfetto fino a quando l’arrivo del secondo figlio li farà scontrare con l’imprevedibile… Lorenzo Mieli è stato il produttore storico di Mattia Torre: sin dal 2007 con Boris (un passaparola lo fece diventare cult assoluto) quando la società era ancora la Wilder, poi ha continuato in seguito con la Wildside insieme a Mario Gianani, e proprio Mieli, coetaneo di Torre (Lorenzo del ’73, Mattia era del ’72) durante la serata organizzata al Teatro Ambra Jovinelli a Roma all’indomani della morte aveva annunciato che il film sarebbe stato comunque realizzato. Un omaggio post mortem all’amicizia e al talento di Mattia Torre capaci di raccontare nel profondo la quotidianità della società contemporanea con il suo stile graffiante, ironico, leggero.

-ANSA-

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