Anya Taylor-Joy ha rischiato di non entrare mai nell’universo di Dune, ma oggi il suo personaggio è destinato a diventare uno degli elementi chiave del capitolo conclusivo della trilogia di Denis Villeneuve. L’attrice ha raccontato di aver dovuto lottare per ottenere il ruolo di Alia Atreides dopo che iniziali conflitti di agenda sembravano averla esclusa dal progetto. Una rivelazione che non solo svela il forte desiderio dell’attrice di collaborare con il regista canadese, ma aumenta anche l’attesa per quello che si preannuncia come uno degli eventi cinematografici più importanti del 2026.
In un’intervista rilasciata a The Hollywood Reporter, Taylor-Joy ha spiegato di essere rimasta “devastata” quando ha scoperto che il suo impegno in Furiosa: A Mad Max Saga le avrebbe impedito di partecipare a Dune: Parte Due. Grande estimatrice di Villeneuve – al punto da definire Arrival uno dei suoi “comfort movie” – l’attrice ha confessato di aver rifiutato l’idea di arrendersi: «Volevo davvero entrare nel mondo che quest’uomo aveva costruito. Mi dicevo: “Non è finita. Lo sento. Lo so. Non può essere finita”». Alla fine, quella determinazione è stata premiata: dopo il cameo a sorpresa nel secondo film, Taylor-Joy avrà un ruolo centrale in Dune: Parte Tre, in arrivo il 18 dicembre 2026.
La notizia assume un peso particolare perché conferma quanto Villeneuve e il suo cast considerino Alia una figura cruciale per la conclusione della saga. Non si tratta semplicemente di un’aggiunta prestigiosa al cast: Alia Atreides è uno dei personaggi più complessi e controversi creati da Frank Herbert. Affidarla a un’attrice del calibro di Anya Taylor-Joy suggerisce che il film non ridurrà la portata tragica e inquietante del personaggio, ma anzi potrebbe abbracciarne pienamente le sfumature più disturbanti. In un panorama dominato dai franchise, questa scelta indica anche la volontà di preservare l’ambizione narrativa che ha reso Dune qualcosa di più di un semplice blockbuster.
Alia Atreides potrebbe essere la vera chiave emotiva e politica del finale
Chi conosce i romanzi di Herbert sa che Alia non è soltanto la sorella di Paul Atreides. Trasformata nel grembo materno durante il rituale che coinvolge Lady Jessica, nasce con i ricordi ancestrali e la consapevolezza di una Reverenda Madre Bene Gesserit. Una condizione che la rende straordinariamente potente, ma anche profondamente instabile. La stessa Taylor-Joy ha anticipato che Alia vive con “il peso e le voci di innumerevoli generazioni” nella propria mente, non trovandosi mai in una conversazione con una sola coscienza.
Se Villeneuve deciderà di seguire fedelmente gli eventi narrati nei romanzi, Alia potrebbe diventare il personaggio attraverso cui esplorare il costo umano della prescienza e del potere assoluto, temi che hanno accompagnato l’intera trilogia fin dal viaggio di Paul su Arrakis. Dopo aver raccontato l’ascesa del messia e le conseguenze della jihad galattica, Dune: Parte Tre potrebbe trovare proprio in Alia il suo volto più tragico e imprevedibile. E la presenza di Anya Taylor-Joy, attrice spesso attratta da figure psicologicamente complesse e ambigue, lascia intendere che il pubblico assisterà a un’interpretazione destinata a lasciare il segno.
