Highlander: Henry Cavill punta sulla brutalità iconica per rilanciare il franchise

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Il reboot di Highlander con Henry Cavill promette di riportare in primo piano uno degli elementi più distintivi della saga: la violenza rituale degli immortali. Il nuovo film, diretto da Chad Stahelski, non intende “addolcire” il materiale originale, ma anzi amplificarne l’identità, puntando su combattimenti più intensi e fedeli alla mitologia della serie.

L’attore Djimon Hounsou ha anticipato che il film includerà “molte” decapitazioni, elemento centrale nell’universo di Highlander. Nella saga, infatti, gli immortali possono morire solo attraverso la decapitazione, rendendo ogni duello non solo spettacolare ma anche definitivo. Il cast del reboot include anche Russell Crowe, Karen Gillan e Dave Bautista, a conferma di una produzione di alto profilo.

La scelta di mantenere e anzi enfatizzare questo aspetto violento non è casuale. Dopo anni di reboot che cercano di “modernizzare” i franchise smussandone gli elementi più estremi, Highlander sembra andare nella direzione opposta: recuperare il DNA originale e potenziarlo grazie a una messa in scena contemporanea. Con Stahelski alla regia, è lecito aspettarsi un approccio coreografico preciso e fisico, simile a quello visto in John Wick, ma adattato al combattimento con spade.

Tra fedeltà e spettacolo: il reboot di Highlander vuole distinguersi nell’action moderno

Il nuovo Highlander si inserisce in un panorama action sempre più competitivo, dove distinguersi è fondamentale. Puntare sulla brutalità e sulla fisicità dei combattimenti potrebbe essere la chiave per creare un’identità visiva forte, evitando di perdersi tra blockbuster dominati dalla CGI.

Allo stesso tempo, il film sembra voler espandere il mondo narrativo della saga, grazie a una produzione più ampia e scenografie più elaborate rispetto all’originale. Questo apre alla possibilità di esplorare meglio la storia degli immortali, le loro rivalità e il peso del tempo su personaggi destinati a vivere per secoli.

Per i fan storici, la promessa è chiara: non un reboot che riscrive le regole, ma uno che le rispetta e le porta all’estremo. Per il pubblico nuovo, invece, potrebbe essere l’occasione di scoprire un universo fantasy diverso, dove l’azione non è solo spettacolo, ma parte integrante di una mitologia precisa e riconoscibile.

Se riuscirà a bilanciare fedeltà e innovazione, il Highlander con Henry Cavill potrebbe trasformarsi da semplice revival a vero rilancio di un franchise cult.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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