Colleen Hoover è tornata a parlare apertamente della possibilità di vedere sul grande schermo It Starts With Us, il sequel del romanzo che ha ispirato uno dei film romantici più discussi degli ultimi anni, It Ends With Us. In un’intervista rilasciata a Variety, l’autrice ha chiarito senza ambiguità che l’idea di un secondo capitolo cinematografico non rientrava nei suoi piani iniziali, raffreddando così le aspettative di chi sperava in un proseguimento diretto della storia di Lily Bloom.
Il primo film, interpretato da Blake Lively nel ruolo della protagonista e diretto da Justin Baldoni, che nel film veste anche i panni di Ryle Kincaid, ha raccontato una storia intensa e complessa, affrontando il tema delle relazioni tossiche e dei traumi personali. Accanto a loro, Brandon Sklenar ha interpretato Atlas Corrigan, figura centrale nel percorso emotivo della protagonista. Il successo dell’adattamento è stato accompagnato da un forte impatto mediatico, con il pubblico che ha ampiamente discusso le tematiche affrontate.
Nel corso dell’intervista, Hoover ha spiegato che It Starts With Us è nato come una sorta di ringraziamento ai lettori, più che come un’opera pensata per un’ulteriore trasposizione cinematografica. L’autrice ha sottolineato come la storia raccontata in It Ends With Us sia già completa e “ben chiusa” nella sua versione filmica, lasciando intendere che un sequel rischierebbe di non avere la stessa forza narrativa del primo capitolo.
Perché il sequel di It Ends With Us è sempre più improbabile tra scelte creative e tensioni tra i protagonisti
Oltre alle considerazioni strettamente narrative, a pesare sull’eventuale realizzazione di un sequel è anche il contesto produttivo e mediatico che circonda il film. It Ends With Us è infatti rimasto al centro dell’attenzione per mesi non solo per il suo contenuto, ma anche per la controversia legale tra Blake Lively e Justin Baldoni, una vicenda che ha inevitabilmente complicato l’ipotesi di una reunion del team creativo.
It Starts With Us si concentra su una fase diversa della vita di Lily, spostando l’attenzione dalla relazione traumatica con Ryle a quella più sana e costruttiva con Atlas. Il racconto approfondisce il delicato equilibrio della co-genitorialità e il tentativo della protagonista di costruire un futuro più stabile, offrendo un tono più luminoso rispetto al primo capitolo. Tuttavia, proprio questa evoluzione narrativa, meno conflittuale e più intima, potrebbe risultare meno adatta a una trasposizione cinematografica di forte impatto.
Le tensioni tra i protagonisti principali rappresentano un ulteriore ostacolo concreto. Considerando che i personaggi di Lily e Ryle sono centrali nella costruzione tematica della storia, qualsiasi sequel richiederebbe inevitabilmente una collaborazione tra le parti coinvolte, al momento tutt’altro che scontata. Questo elemento, più di ogni altro, rende oggi l’ipotesi di un secondo film estremamente fragile.
Nonostante ciò, Hoover non chiude completamente la porta: l’autrice ha dichiarato che non si opporrebbe a un eventuale progetto se cast e produzione decidessero di andare avanti. Al momento, però, tutto lascia pensare che It Ends With Us resterà un’opera autonoma, capace di vivere di una propria forza narrativa senza bisogno di ulteriori capitoli cinematografici. Nel frattempo, Hollywood continua a puntare sui suoi romanzi, come dimostra l’uscita recente di Reminders of Him, confermando il forte legame tra l’universo narrativo di Hoover e il grande schermo.
