Dopo il successo a sorpresa del primo film, Longlegs diventa ufficialmente un franchise: Nicolas Cage tornerà nel nuovo capitolo diretto da Osgood Perkins. Il progetto, ancora senza titolo, è stato acquisito da Paramount Pictures, segnando un’evoluzione importante per una saga nata nel circuito indipendente.
Il primo Longlegs è stato un enorme successo, incassando 128 milioni di dollari a fronte di un budget di appena 10 milioni. Il thriller horror, incentrato su un serial killer disturbante e su un’agente FBI segnata dal passato, ha consacrato Perkins come una delle voci più interessanti del genere e rafforzato l’immagine di Maika Monroe come nuova scream queen. La performance di Cage, inquietante e sopra le righe, è stata uno degli elementi più discussi e apprezzati.
Il sequel vedrà Perkins nuovamente alla sceneggiatura e alla regia, con Cage anche nel ruolo di produttore. I dettagli della trama sono ancora segreti, ma la scelta di espandere l’universo narrativo indica chiaramente la volontà di costruire una saga strutturata, non limitata a un singolo episodio.
Dal cult indipendente al franchise: come cambia l’identità di Longlegs
Il passaggio da film standalone a franchise rappresenta una sfida delicata. Longlegs funzionava proprio per la sua natura enigmatica e disturbante, costruita su atmosfere e non su una mitologia esplicita. Espandere questo universo rischia di spiegare troppo, riducendo l’impatto dell’ignoto.
Allo stesso tempo, il ritorno di Longlegs suggerisce che il sequel potrebbe approfondire la psicologia del killer o esplorare nuove prospettive narrative, magari spostando il focus su altre vittime o investigatori. La presenza di Cage garantisce continuità, ma sarà fondamentale capire come il personaggio verrà utilizzato senza perdere la sua aura disturbante.
In prospettiva, il coinvolgimento di uno studio come Paramount potrebbe aumentare il budget e la visibilità del progetto, ma anche influenzarne il tono. Il vero equilibrio sarà mantenere l’identità autoriale di Perkins all’interno di una struttura più commerciale.
Se riuscirà in questo intento, Longlegs 2 potrebbe diventare uno dei rari esempi di horror contemporaneo capace di evolversi senza perdere la propria anima.

