Le discussioni attorno a Odissea di Christopher Nolan continuano ad accendersi ancora prima dell’uscita del film, ma Lupita Nyong’o ha deciso di non alimentare ulteriormente la polemica. L’attrice premio Oscar ha commentato per la prima volta le critiche razziste ricevute online dopo il casting nei ruoli di Elena di Troia e di sua sorella Clitennestra nel nuovo adattamento cinematografico del poema epico di Omero.
Intervistata da Elle, Nyong’o ha difeso apertamente la visione del regista, spiegando: “Questa è una storia mitologica. Sostengo pienamente l’intenzione di Chris e la versione della storia che sta raccontando. Il nostro cast rappresenta il mondo. Non passo il mio tempo pensando a come difendermi. Le critiche esisteranno sia che io risponda oppure no”. L’attrice ha poi aggiunto: “È qualcosa di enorme far parte di Odissea, perché è un’opera gigantesca. Attraversa mondi differenti. Ed è proprio per questo che il cast è così. Stiamo occupando la grande narrazione epica del nostro tempo”.
Le polemiche erano esplose nelle ultime settimane dopo alcuni commenti pubblici di figure come Elon Musk e il commentatore conservatore Matt Walsh, che avevano criticato la scelta di Nyong’o come interprete della donna descritta nel mito come “il volto che lanciò mille navi”. Ma la risposta dell’attrice sposta il discorso su un altro piano: non quello della “fedeltà estetica”, bensì quello della rilettura culturale dei miti classici. E in effetti il cinema di Nolan ha spesso lavorato proprio sulla reinterpretazione di archetipi universali più che sulla ricostruzione filologica.
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Odissea di Christopher Nolan punta a trasformare il mito in un racconto contemporaneo
Nelle sue dichiarazioni, Nyong’o ha anche chiarito il modo in cui sta affrontando il personaggio di Elena, andando oltre l’idea puramente estetica associata al mito. “La bellezza non si può interpretare”, ha spiegato l’attrice. “Io voglio capire chi sia davvero un personaggio. Cosa c’è oltre la bellezza? Cosa c’è oltre l’aspetto esteriore? Questo è il punto quando lavori su un testo così celebre, studiato, reinterpretato e rielaborato infinite volte”.
L’attrice ha inoltre sottolineato come la scrittura di Nolan sia stata fondamentale per trovare la propria chiave interpretativa: “La cosa positiva di lavorare con uno sceneggiatore come Chris è che tutto è già nella pagina. L’indagine parte da ciò che ti viene consegnato nel copione. È su quello che ho costruito il personaggio”.
Le reazioni online non hanno riguardato soltanto Lupita Nyong’o. Anche la presenza del musicista Travis Scott e dell’attore Elliot Page nel cast ha alimentato discussioni legate alla rappresentazione e alla rilettura moderna dei personaggi mitologici. Tuttavia, proprio queste scelte sembrano suggerire la vera direzione del progetto: Nolan non starebbe cercando una versione museale dell’epica greca, ma una trasposizione capace di parlare al presente attraverso volti, identità e sensibilità contemporanee.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’intera operazione. Dopo film come Oppenheimer, Nolan sembra voler affrontare un materiale narrativo gigantesco usando il mito come spazio simbolico universale, non come semplice ricostruzione storica. In questo contesto, il casting diventa parte integrante della visione autoriale e non un elemento accessorio.
