Il fenomeno cinematografico di Michael (leggi qui la recensione) non si fermerà con il primo film. Dopo il successo globale del biopic dedicato a Michael Jackson, Lionsgate ha confermato ufficialmente di essere già al lavoro su un sequel che continuerà a raccontare la vita del Re del Pop oltre gli eventi mostrati nella prima pellicola.
L’annuncio è arrivato durante l’ultima call con investitori e analisti della compagnia, dove il presidente della divisione cinematografica di Lionsgate, Adam Fogelson, ha aggiornato sul progetto. “Siamo davvero entusiasti dei progressi che stiamo facendo riguardo a un secondo film di Michael”, ha dichiarato. “Tutte le conversazioni che stiamo avendo con le parti coinvolte stanno procedendo eccezionalmente bene”. Il primo film si conclude infatti durante il tour di Bad del 1987, lasciando fuori interi capitoli fondamentali della carriera di Jackson, dall’epoca di Dangerous fino agli anni più controversi della sua vita pubblica.
La notizia è importante perché conferma come Lionsgate consideri Michael non soltanto un successo isolato, ma l’inizio di una vera e propria saga biografica musicale. Con oltre 700 milioni di dollari incassati al box office mondiale e un budget superiore ai 155 milioni, il film è diventato uno dei maggiori successi cinematografici del 2026. Eppure il sequel apre anche interrogativi enormi: come racconterà la parte più complessa e controversa della vita di Jackson senza affrontare direttamente le accuse di molestie che hanno segnato gli ultimi decenni della sua carriera?
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Il sequel di Michael potrebbe affrontare il lato più oscuro della leggenda
Secondo Fogelson, il nuovo film non seguirà necessariamente una struttura cronologica lineare. “Possiamo andare avanti e indietro nel raccontare questa storia”, ha anticipato il dirigente, lasciando intendere che il sequel potrebbe alternare differenti momenti della vita dell’artista invece di proseguire semplicemente dal tour di Bad.
Ed è qui che il progetto diventa particolarmente delicato. Durante la lavorazione del primo Michael, gran parte del terzo atto era inizialmente dedicata alle accuse di abusi sessuali e all’impatto mediatico devastante che ebbero sulla vita del cantante. Tuttavia quelle sequenze vennero eliminate dopo che gli avvocati dell’eredità Jackson — coinvolta direttamente nella produzione — scoprirono una clausola legale che impediva qualsiasi riferimento a Jordan Chandler, uno degli accusatori più noti di Jackson.
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Questa situazione ha inevitabilmente trasformato il primo film in un racconto fortemente concentrato sulla costruzione del mito musicale e molto meno sugli aspetti più controversi della figura dell’artista. Proprio per questo il sequel rischia di diventare il vero banco di prova dell’intera operazione: ignorare completamente quel periodo potrebbe attirare nuove critiche, mentre affrontarlo apertamente significherebbe entrare in un terreno legale e narrativo estremamente complicato.
Fogelson ha inoltre rivelato che parte del materiale girato per il primo film potrebbe essere riutilizzato nel sequel: “Pensiamo di avere già girato tra il 25 e il 30% di un secondo film durante la precedente produzione. Questo avrà ovviamente un vantaggio economico, ma vogliamo comunque realizzare ancora una volta un film grande e soddisfacente per il pubblico globale”.
Resta quindi da capire quale sarà davvero la direzione narrativa del progetto. Da una parte c’è l’immenso catalogo musicale ancora inesplorato — album come Dangerous, HIStory e Invincible — dall’altra il peso inevitabile delle controversie che hanno accompagnato Jackson fino alla morte. È probabile che il sequel cerchi un equilibrio tra questi due poli, ma il modo in cui verrà raccontata quella fase della sua vita determinerà anche il valore culturale dell’intera saga cinematografica.
