Il nuovo film biografico Michael, che racconta i primi decenni della carriera della leggenda della musica Michael Jackson, è appena arrivato nelle sale cinematografiche. Tuttavia, molti fan hanno già notato che diversi momenti fondamentali della sua vita non sono stati inclusi nel film. Jackson è considerato uno degli artisti più celebrati di sempre e, a quasi vent’anni dalla sua scomparsa, la sua musica continua a essere ovunque: nei film, nelle playlist e nelle classifiche di tutto il mondo.
Nonostante il suo enorme successo, la vita di Jackson non è stata priva di difficoltà. Come mostrato nel film, ha avuto un’infanzia molto difficile, che includeva violenze da parte del padre e altre difficoltà, tra cui una solitudine persistente e la sensazione di essere troppo diverso dagli altri bambini della sua età. Nel corso della sua vita, inoltre, ha dovuto affrontare numerose accuse di abusi sessuali su minori. Accanto a queste controversie e difficoltà personali, rimane però un talento straordinario, spesso definito unico nella sua generazione, che lo ha reso l’indiscusso “Re del Pop“.
Il film Michael cerca di rappresentare diversi aspetti della sua vita e carriera, anche se omette del tutto le accuse. La storia si sviluppa dalla sua infanzia fino all’inizio del Bad Tour nel 1987 e si conclude proprio con l’avvio di questo tour, subito dopo il Victory Tour dei Jackson 5. Proprio per questa scelta narrativa, molti eventi importanti della vita di Jackson non vengono mostrati. Tuttavia, il finale del film lascia intendere la possibilità di un sequel: ecco i 5 momenti chiavi della vita di Michael che potrebbero essere inseriti in futuro.

La nascita dei tre figli di Michael Jackson
Tra gli eventi più rilevanti della vita di Michael Jackson successivi alla fine del film Michael ci sono le nascite dei suoi tre figli: Prince Jackson, Paris Jackson e Bigi Jackson, venuti al mondo rispettivamente nel 1997, 1998 e 2002. Nonostante Paris Jackson abbia intrapreso una carriera come attrice e cantante, tutti e tre hanno mantenuto un profilo abbastanza riservato dopo la scomparsa del padre.
È evidente, però, che i figli abbiano avuto un ruolo centrale nella vita di Michael Jackson fin dalla loro nascita. Da piccoli venivano spesso visti insieme a lui in pubblico, e l’artista parlava frequentemente della gioia che provava nell’essere padre. Allo stesso modo, i suoi figli — sia durante l’infanzia sia negli anni più recenti — hanno più volte raccontato quanto fosse importante per loro. Se un eventuale sequel dovesse proseguire il racconto della sua vita, sarebbe naturale includere anche i suoi figli nella storia.

Altre scene dal Bad Tour
Come già detto, Michael si chiude proprio all’avvio del Bad Tour e, a differenza delle numerose performance presenti nel film, questo tour viene mostrato solo in modo limitato, nonostante il suo grande peso nella carriera dell’artista. Proprio per questo, un eventuale sequel potrebbe continuare a mettere al centro la dimensione musicale di Jackson, soprattutto considerando che Michael si presenta sia come un biopic tradizionale, incentrato sulla sua storia personale (pur con alcune libertà narrative, comuni al genere), sia, a tratti, come un vero e proprio concerto.
Se gli autori volessero mantenere questo equilibrio anche in un seguito, sarebbe naturale esplorare i tour successivi, incluso proprio il Bad Tour. Nella realtà, questo periodo ha visto Michael Jackson esibirsi con alcuni dei suoi brani più celebri, come “Bad”, “Wanna Be Startin’ Somethin’”, “Smooth Criminal”, “Billie Jean” e “Thriller”.
È vero che alcune di queste canzoni sono già presenti in Michael, come “Thriller”, la cui creazione rappresenta una parte fondamentale del film, ma restano comunque pezzi iconici che potrebbero essere riproposti anche in un eventuale sequel.

L’uscita di alcuni dei più grandi successi di Michael Jackson
Anche se molte delle canzoni più celebri di Michael Jackson erano già state pubblicate prima del Bad Tour, numerosi altri grandi successi sono arrivati negli anni successivi. Tra questi si possono citare “They Don’t Care About Us”, “Earth Song” e “Black or White”, usciti rispettivamente nel 1995, 1995 e 1991. Questo periodo segna anche un cambiamento significativo nello stile dell’artista, che iniziò ad affrontare tematiche più profonde e legate alla realtà.
“They Don’t Care About Us”, ad esempio, propone una critica al razzismo sistemico e alla brutalità della polizia. Allo stesso modo, “Earth Song” si distingue per un tono più serio rispetto a molte produzioni precedenti e affronta questioni importanti come la guerra e la violenza. Se un eventuale sequel dovesse raccontare l’evoluzione artistica e personale di Michael Jackson negli anni successivi, questo periodo rappresenterebbe una fase particolarmente significativa su cui concentrarsi.

La morte di Michael Jackson nel 2009
Poiché Michael copre vari decenni e si conclude alla fine degli anni ’80, sarebbe naturale che un eventuale sequel includesse anche la morte di Jackson nel 2009, soprattutto nel caso in cui lo studio decidesse di realizzare un solo seguito. È anche possibile che la storia venga sviluppata in più film aggiuntivi, anche se ciò potrebbe generare critiche e accuse di sfruttamento commerciale della vita dell’artista (un’accusa già sollevata da alcuni).
Dal punto di vista narrativo, avrebbe senso chiudere un secondo biopic proprio con questo evento, così da coprire complessivamente l’intera parabola della sua vita e mostrare la fine di una delle figure più iconiche della musica. Tuttavia, una rappresentazione di questo tipo potrebbe risultare delicata e controversa, soprattutto considerando le diverse versioni e teorie sulla sua morte. La spiegazione più accettata è che sia avvenuta a causa di complicazioni legate all’uso di sostanze, mentre altre ipotesi, più estreme, parlano addirittura di un possibile omicidio.
Per questo motivo, un eventuale sequel di Michael potrebbe scegliere di trattare con cautela questo passaggio, anche perché alcuni membri della famiglia Jackson — tra cui Paris Jackson e Janet Jackson — hanno già espresso perplessità sul film e sul modo in cui viene raccontata la sua vita. Rappresentare la sua morte richiederebbe quindi grande sensibilità e potrebbe essere considerato un rischio troppo elevato per i creatori del progetto.

Le accuse mosse contro Michael Jackson
Infine, nel caso in cui venisse realizzato un sequel di Michael sarebbe quasi inevitabile affrontare le accuse di presunti comportamenti sessuali verso minori. Da un punto di vista cronologico, sarebbe un passaggio praticamente obbligatorio, poiché le prime accuse emersero nel 1993, pochi anni dopo la conclusione del periodo raccontato in Michael. Inoltre, il film ha già ricevuto forti e immediate critiche per aver escluso questo aspetto della vita di Jackson.
Continuare ad ignorare le accuse in un eventuale sequel, soprattutto se ambientato in quel periodo della sua vita, sarebbe una scelta estremamente controversa, che porterebbe irrevocabilmente ad ulteriori critiche. Se si può in parte giustificare l’assenza di questi elementi nel primo film, lo si potrebbe fare sostenendo che la narrazione non arriva a quegli anni. Nel caso di un seguito, però, la situazione sarebbe diversa, e tali eventi dovrebbero quasi necessariamente essere trattati, almeno nei limiti consentiti dalla gestione legale dell’eredità dell’artista. Secondo alcune indiscrezioni, lo studio non avrebbe potuto rappresentare certi dettagli delle accuse a causa di precedenti accordi e restrizioni legali.
Al momento non ci sono conferme se verrà o meno realizzato un sequel di Michael, ma il finale del primo film lo suggerisce chiaramente con la frase “La sua storia continuerà”, lasciando ben sperare i fan.

