Il creatore di Yellowstone, Taylor Sheridan, ha espresso un duro giudizio sul modo in cui vengono raccontate molte delle moderne produzioni di supereroi, prendendo di mira in particolare il Marvel Cinematic Universe. Durante una lunga conversazione nel The Bill Simmons Podcast, lo sceneggiatore e regista ha spiegato perché, secondo lui, gran parte del cinema blockbuster abbia progressivamente abbandonato alcuni dei principi fondamentali dello storytelling.
Sheridan stava riflettendo sul proprio metodo di scrittura quando ha iniziato a parlare del modo in cui Hollywood costruisce oggi molte grandi produzioni. Secondo l’autore, troppi sceneggiatori ricorrono a scorciatoie narrative invece di raccontare la storia attraverso le immagini.
“Con un film dovresti mostrarmi quello che succede. È la macchina da presa che dovrebbe raccontare la storia. I dialoghi dovrebbero servire a spiegare come i personaggi vivono ciò che accade, cosa sperano di fare o cosa rimpiangono. Una regola fondamentale è questa: non far mai dire a un personaggio qualcosa che la macchina da presa potrebbe mostrare.”
È a questo punto che Sheridan ha citato direttamente i film Marvel.
“Tutti questi film Marvel lo fanno continuamente, fino allo sfinimento. Ci sono enormi blocchi di spiegazioni che devi seguire per arrivare all’azione, invece di lasciare che sia l’azione stessa a far avanzare la trama.”
La critica di Taylor Sheridan riguarda davvero Marvel o il modo in cui Hollywood racconta le storie?
Le dichiarazioni di Sheridan non sembrano essere un attacco esclusivamente al Marvel Cinematic Universe, quanto piuttosto una riflessione più ampia sul modo in cui l’industria cinematografica è cambiata negli ultimi anni. Per il creatore di Yellowstone, il problema nasce dal crescente peso delle decisioni aziendali durante lo sviluppo dei film.
Secondo Sheridan, oggi molti dirigenti che supervisionano le produzioni non provengono dal mondo della scrittura o della regia, ma da settori come il marketing o il diritto. Questo porterebbe gli studios a privilegiare spiegazioni sempre più esplicite, temendo che il pubblico possa non comprendere la storia.
“I dirigenti degli studios e delle reti televisive sono, nella maggior parte dei casi, esperti di marketing. Oppure hanno studiato legge. Ma cosa sanno davvero dello sviluppo di una storia? Niente. Hanno paura che il pubblico non capisca, perché in realtà non ci sono narratori a prendere le decisioni.”
Le osservazioni di Sheridan arrivano in un momento delicato per il Marvel Cinematic Universe. Dopo il successo della Saga dell’Infinito, la Saga del Multiverso ha ricevuto critiche sempre più frequenti, sia per l’aumento del numero di film e serie televisive sia per una narrazione diventata molto più frammentata. Molti spettatori hanno infatti evidenziato come seguire il franchise richieda ormai la visione di numerose produzioni, rendendo più difficile entrare nella storia senza aver visto tutti i capitoli precedenti.
Marvel Studios sembra però aver già iniziato a correggere la rotta. Negli ultimi mesi la casa di produzione ha ridotto sensibilmente il numero di uscite annuali, dichiarando più volte di voler privilegiare la qualità rispetto alla quantità. La conclusione della Saga del Multiverso con Avengers: Secret Wars, prevista nel 2027, potrebbe rappresentare anche l’occasione per ripensare il modo in cui vengono raccontate le future storie del franchise.
Le parole di Sheridan si inseriscono quindi in un dibattito che coinvolge l’intera industria cinematografica. La sua critica non riguarda tanto i supereroi in sé, quanto una filosofia narrativa che, secondo lui, ha progressivamente sostituito il racconto visivo con lunghe spiegazioni affidate ai dialoghi. Una posizione destinata a far discutere, soprattutto considerando il peso che il Marvel Cinematic Universe continua ad avere nel panorama hollywoodiano.
