Top Gun 3: svelati i registi in lizza per dirigere il film

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Top Gun 3 è ufficialmente in lavorazione. L’annuncio arriva da CinemaCon per voce del CEO di Paramount/Skydance David Ellison, che ha confermato il ritorno di Tom Cruise nei panni di Pete “Maverick” Mitchell e il coinvolgimento di Jerry Bruckheimer alla produzione. Il progetto è ancora nelle fasi iniziali, ma la scrittura della sceneggiatura è già attiva.

Il sequel non è una sorpresa assoluta: lo script è affidato da due anni a Ehren Kruger, già co-sceneggiatore di Top Gun: Maverick, mentre Christopher McQuarrie aveva dichiarato di aver trovato la chiave narrativa del film. Tuttavia, secondo The InSneider, proprio McQuarrie non sarà coinvolto nella regia, complice anche il rendimento inferiore alle attese degli ultimi capitoli di Mission: Impossible. Nel frattempo, sappiamo che Joseph Kosinski non tornerà dietro la macchina da presa, impegnato su altri progetti.

Il punto centrale non è più soltanto la conferma del film, ma il vuoto creativo attorno alla regia. La saga si trova ora davanti a una transizione delicata: dopo il successo globale di Top Gun: Maverick, il rischio è quello di perdere continuità stilistica. La scelta del regista diventa quindi decisiva per capire se Top Gun 3 sarà un’evoluzione coerente o un reset estetico della saga.

La regia di Top Gun 3 diventa il vero campo di battaglia creativo del franchise

Con Top Gun: Maverick che ha ridefinito il blockbuster contemporaneo, la regia di Joseph Kosinski aveva stabilito un equilibrio tra spettacolo pratico e narrazione classica. L’assenza sua e di Christopher McQuarrie apre ora uno scenario inedito, dove Paramount deve individuare un nuovo autore capace di mantenere quella grammatica visiva senza replicarla meccanicamente.

Tra i nomi in lizza per il ruolo riportati da Jeff Snider emergono dunque Jon M. Chu (Wicked), Joachim Rønning (Tron: Ares) e il duo Adil El Arbi & Bilall Fallah (Bad Boys: Ride or Die). Tutti registi con esperienze in franchise ad alto budget, ma nessuno con un rapporto diretto con Cruise. Questo dettaglio non è secondario: il modello produttivo di Top Gun si basa fortemente sulla collaborazione personale tra star e regista, elemento che potrebbe influenzare la scelta finale.

Sul piano narrativo, il ritorno di Maverick lascia intuire una possibile evoluzione del personaggio verso un ruolo ancora più da “mentore”, già accennato nel secondo film. L’assenza di conferme sulla trama suggerisce che il progetto sia ancora in fase di definizione strutturale, con la possibilità di introdurre nuove leve dell’aviazione militare o ampliare ulteriormente il rapporto tra tecnologia e volo umano.

In questo scenario, Top Gun 3 non è solo un sequel, ma un test industriale: verificare se il linguaggio costruito da Maverick può sopravvivere senza i suoi architetti originali.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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