L’attrice, regista e sceneggiatrice quebecchese Monia Chokri presiederà la giuria della Caméra d’Or alla 79ª edizione del Festival di Cannes, seguendo le orme della regista italiana Alice Rohrwacher. Insieme ai quattro membri della giuria, selezionerà il miglior film d’esordio tra quelli presentati nella Selezione Ufficiale, nella Settimana della Critica e nella Quinzaine des Réalisateurs. Il vincitore sarà annunciato durante la Cerimonia di Chiusura, sabato 23 maggio.
“Un film d’esordio è un’esperienza vertiginosa, un momento cruciale in cui l’anima trova la sua forma nelle immagini. È una seconda nascita, il risveglio dell’artista che è in noi. Un atto di verità, che mette a nudo la nostra fragilità. E più il film si rivela al mondo, più acquista potere. È la rara libertà di essere pienamente se stessi.” – Monia Chokri, Presidente della Caméra d’Or.
Questa libertà sembra essere un valore cardinale nel suo lavoro, che si accompagna all’estro. Xavier Dolan sottolinea anche la sua “intolleranza per la mediocrità”. L’artista del Quebec scrive, filma e ritrae personaggi le cui imperfezioni mettono in discussione il nostro rapporto con la società, rivelando un’intimità raramente vista sullo schermo.
Con un approccio fortemente contemporaneo e decostruito a temi universali, i suoi film si dilettano in mutevoli toni, evocando in poche scene una varietà di registri: sentimentali, comici e sensuali. Risolutamente pop art, guidati da colonne sonore impeccabili e un montaggio dinamico, i film di Monia Chokri sembrano intrisi di modernità e i loro dialoghi fendono il vento della vita.
I quattro film che ha diretto ne sono la prova. Monia Chokri è passata dietro la macchina da presa nel 2013 con il suo primo cortometraggio, il disilluso ma esilarante An Extraordinary Person con Anne Dorval, che ha vinto numerosi premi in tutto il mondo. Dopo due lungometraggi caustici ed energici —A Brother’s Love (Coup de coeur du Jury, Un Certain Regard 2019), che esplora i legami familiari e le pressioni che gravano sulle donne, e Babysitter (2022), incentrato sulla dominazione e la misoginia contemporanea — il suo terzo lungometraggio, The Nature of Love, ha definitivamente consacrato Monia Chokri come una delle registe di punta della sua generazione.
Presentato nella sezione Un Certain Regard nel 2023, il film ha vinto il Premio César come miglior film straniero l’anno successivo. In questa delicata storia d’amore, con la sua raffinata estetica anni ’70, la regista quebecchese offre una profonda riflessione sull’amore romantico, sulle relazioni e sul contesto sociale circostante. Lei si muove in un ambiente intellettuale e benestante, dove lo snobismo sfocia rapidamente nel grottesco, mentre lui proviene da una famiglia modesta e meno istruita, che alcuni potrebbero deridere come volgare. Mettendo da parte ogni cinismo opportunistico, Monia Chokri centra l’obiettivo analizzando le relazioni di classe con rigore e al contempo con delicatezza. La sua esibizione sul palco della Salle Debussy rimane leggendaria.
Il fatto che si sia affermata come regista non deve farci dimenticare che è anche un’attrice. Tra i suoi film più noti figurano Heartbeats e Laurence Anyways di Xavier Dolan, e Love Me Tender di Anna Cazenave Cambet (Un Certain Regard 2010, 2012 e 2025).
Il suo ultimo ruolo la riporterà quest’anno sul grande schermo del Palais des Festivals con il nuovo film di Géraldine Nakache, Think Good, presentato nella sezione Première di Cannes. Monia Chokri sarà affiancata da quattro membri selezionati dalle associazioni che compongono la giuria della Caméra d’Or ogni anno: l’Associazione francese dei direttori della fotografia, l’Unione francese dei critici cinematografici, la Società dei registi e la Federazione delle industrie cinematografiche, audiovisive e multimediali.
