La guerra dei fiori rossi

La guerra dei fiori rossi, prodotto nel 2006 e distribuito in Italia nel gennaio 2007 dall’Istituto Luce, è il secondo film di Zhang Yuan dopo diciassette anni, prodotto nel 1999. Tratto dall’omonimo romanzo semi-autobiografico di Zhang Shuo, è stato co-prodotto dalla cinese Beijing Century Good-Tidings Cultural Development Company e dall’italiana Downtown Pictures, e girato in Cina e in parte anche in Italia.

Yuan ci offre ancora una volta una prospettiva diversa della Cina comunista, da un’angolatura critica e costruttivamente polemica. In questo lungometraggio Yuan lo fa puntando tutto sui bambini, sui quali la allora neonata dittatura comunista cinese (siamo nel ’49) gettava le basi per il futuro. Nel piccolo ribelle Qiang (nome completo Fang Quiangqiang) – lasciato piangente dal padre in un convitto, che si oppone con la propria capricciosa innocenza inconsapevolmente a un neonato regime che ne vuole subito annullare l’identità e soffocare il pensiero – si incarnano i desideri odierni di ribellione di un popolo contro una dittatura ormai anacronistica e che nasconde dietro una stanca bandiera rossa un capitalismo selvaggio.

La guerra dei fiori rossi, la trama

La Repubblica comunista cinese è stata da poco fondata e punta all’omologazione del suo popolo, partendo dalle scuole e dai convitti, dove si plasmano i cittadini fedeli e ossequianti di domani. In uno dei tanti convitti che punta alla formazione totalitarista dei bambini, c’è Qiang, di soli 4 anni; il bimbo sfugge alle regole impostegli dalle maestre, non ci sta a rispettare ordine e disciplina estenuanti, che impongono perfino i ritmi dei bisogni fisiologici.

Questa sua ribellione all’ordine ha però un prezzo: oltre alle continue punizioni degli insegnanti e gli scarsi risultati scolastici, Qiang paga il proprio innocente anti-conformismo con la solitudine e l’emarginazione da parte degli altri bambini.

La guerra dei fiori rossi, il film

L’idea è apprezzabile, sebbene La guerra dei fiori rossi dopo una mezz’ora di sorrisi strappati da quei simpatici e paffuti bambini, cominci un po’ a stancare ed apparire ripetitivo; forse qualche cambio di ambientazione di tanto in tanto e qualche nuovo evento di rottura avrebbe reso tale pellicola un capolavoro. Il finale ha comunque un alto potenziale simbolico.

Nella sua carriera, Zhang Yuan si è dedicato soprattutto a spot pubblicitari e clip per MTV, in particolare quelli della rock-star cinese Cui Jian, che interpreta se stesso in Beijing Zazhong. Dopo La guerra dei fiori rossi ha prodotto Space Guy nel 2010, film d’Animazione non ancora giunto in Italia.

Quanto al piccolo protagonista Fang Quiangqiang, è stato interpretato da Dong Bowen, il quale due anni dopo ha fatto parte del cast di Ma wen de zhan zheng di Chun Yu. La guerra dei fiori rossi è stato presentato nella sezione World Cinema al Sundance Film Festival e nella sezione Panorama al Festival di Berlino, dove ha vinto il premio C.I.C.A.E.