Agata Christian – Delitto sulle nevi : la recensione del nuovo film con Christian De Sica

La nuova pellicola di Eros Puglielli è in sala dal 5 febbraio.

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Agata Christian – Delitto sulle nevi è il nuovo film diretto da Eros Puglielli, in uscita nelle sale italiane il 5 febbraio. Il film unisce elementi del giallo investigativo e della commedia ed è ambientato tra le montagne della Valle d’Aosta, dove si sviluppa una vicenda incentrata su un omicidio avvenuto all’interno di un contesto isolato. Protagonista della storia è Christian Agata, criminologo noto per i suoi metodi poco convenzionali, interpretato da Christian De Sica. Accanto a lui, un cast corale che comprende Lillo Petrolo, Paolo Calabresi, Chiara Francini, Ilaria Spada, Marco Marzocca, Enzo Paci, Sara Croce, Giorgio Colangeli e Tony Effe.

La trama di Agata Christian – Delitto sulle nevi

Christian Agata, criminologo di fama nazionale, viene invitato a trascorrere un fine settimana in Valle d’Aosta come ospite della famiglia Cullman, imprenditori che hanno costruito la propria fortuna nel settore dei giochi da tavolo. L’incontro è organizzato in occasione del lancio di una nuova edizione di Crime Castle, prodotto simbolo dell’azienda, e riunisce nella residenza montana diversi membri della famiglia e figure legate agli affari del gruppo.

©J.Guidi

Durante la serata inaugurale, il patriarca Carlo Cullman annuncia la decisione di bloccare la vendita della società a una start-up concorrente, Shothouse, facendo emergere tensioni e conflitti interni. La mattina seguente, Carlo Cullman viene trovato morto all’interno della villa, ucciso da un colpo d’arma da fuoco. Una valanga isola la residenza, impedendo ogni contatto con l’esterno.

Christian Agata prende parte alle indagini insieme al brigadiere Gianni Cuozzo, poliziotto trasferito temporaneamente in zona. Nel corso dell’inchiesta, i presenti vengono coinvolti in una rete di sospetti e rivelazioni, mentre l’isolamento forzato e i rapporti familiari complicano la ricostruzione degli eventi e l’individuazione del responsabile.

Reiterare una formula stanca

Per accorgersi dello stato in cui versa la commedia italiana generalista è sufficiente recarsi in una delle catene multisala del Paese e osservare i più o meno corposi minuti di pubblicità e trailer che preludono all’inizio di un film. Nel momento in cui stiamo scrivendo l’offerta comica di prossima uscita è contraddistinta dal nuovo film con Antonio Albanese (Lavoreremo da grandi) e da Un bel giorno, pellicola che vedrà il ritorno del duo Fabio De LuigiVirginia Raffaele dopo Tre di troppo del 2023. Il tutto mentre l’ambiente sala ancora gode degli introiti di Buen Camino e si appresta ad accogliere l’ultima “fatica” di Eros Puglielli con Christian De Sica, Lillo Petrolo, Maccio Capatonda e tanti altri.

Tralasciando per un secondo ogni questione relativa al botteghino, dominato in queste ultime settimane dal solito, incontrastato Checco Zalone, la sensazione dominante è insomma quella di vivere un vero e proprio loop del genere. Che di anno in anno, di stagione in stagione ripropone gli stessi identici volti (e fin qui nulla di particolarmente bizzarro) all’interno però di film che sembrano l’uno la copia carbone del precedente (a partire, solitamente, da un già mediocre autografo originale). Senza peraltro godere della componente “culturale” e di tradizione che ha per anni funto da paracadute per la lunga serie dei classici (e spesso scadenti) cinepanettoni.

©J.Guidi

A fronte di un ritratto di questo tipo, certo ben poco lusinghiero, Agata Christian – Delitto sulle nevi (di cui sopra) sembrava tuttavia avere le carte in regola per regalare un paio d’ore di evasione. Per distrarci cioè dal marasma del trito e ritrito e, pur nella caciara, donarci qualche momento di satira e leggerezza. Anche considerato il momentaneo ritorno in auge del giallo e di quegli stilemi e atmosfere che Netfix, Rian Johnson e Daniel Craig hanno recentemente (anche se periodicamente) riportato al centro dell’attenzione. Spiace dunque dover ammettere che il potenziale è rimasto su carta.

Un cluedo fiacco e ben poco divertente

Il film di Puglielli, che avrebbe potuto offrici una rilettura molto più che scanzonata di toni, ambienti e adorabili cliché di un genere fondamentale per la storia del nostro cinema, ha infatti il sapore, amaro, di una grandissima occasione sprecata. Non tanto a livello di gestione dell’intreccio, a tratti sconclusionato sì, ma tutto sommato gradevole in alcuni suoi frangenti e ricercati plot-twist. Quanto piuttosto a livello più viscerale e comico, a livello identitario. Colpevole, purtroppo, di abbandonarsi a una scrittura fiacca della stragrande maggioranza delle “battute” e a una stancante ripetitività di situazioni e gag tutt’altro che illuminate.

Il cluedo con Christian De Sica, in parole povere, è un gioco al ribasso. Che gira su se stesso all’infinito, reitera, urla e schiamazza. E che ha perfino l’ardire di paventare l’inesistente simpatia dei suoi personaggi. Sprecando, ed è questo forse il peggior difetto imputabile al film, il talento di Petrolo, Capatonda, Calabresi e Francini in un andirivieni situazionale che si trascina stremato e stremante per 90 minuti al limite del punitivo.

Agata Christian - Delitto sulle nevi
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Sommario

Un andirivieni situazionale fatto di gag stanche e reiterate che disperdono il talento comico di alcuni interpreti e distruggono le interessanti premesse narrativo-editoriali.

Dario Boldini
Dario Boldini
Laureato in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano, ha iniziato nel 2019 a scrivere articoli e approfondimenti per l’Associazione Culturale Lo Sbuffo. Dopo la specializzazione in Critica Cinematografica presso Sentieri Selvaggi di Roma, con cui collabora dal 2022, dal 2023 scrive di cinema e serie TV per Cinefilos e partecipa ai principali festival cinematografici italiani.

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