Mona Lisa smile

Mona Lisa smile  è un film del 2003 diretto da Mike Newell e con protagonisti  Julia Roberts (Katharine Ann Watson), Kirsten Dunst (Betty), Julia Stiles (Joanna), Maggie Gyllenhaal (Giselle), Dominic West (Bill) e Marcia Gay Harden (Nancy).

Mona Lisa smile tramaTrama: 1953: Katherine Watson è la nuova insegnante di Storia dell’Arte del prestigioso Wellesley College, che in realtà, negli Stati Uniti del dopoguerra dove molte donne sono state rimandate a casa dopo aver lavorato in fabbriche e uffici durante il secondo conflitto mondiale, prepara le sue ragazze solo allo scopo finale del matrimonio e della maternità. Katherine, elevatasi con lo studio dalle sue origini nella classe operaia, single a 36 anni in un’epoca in cui questo è inaccettabile, anticonformista, si scontra con allieve intelligenti ma a tratti ottuse, riuscendo a conquistare comunque la loro stima, in particolare quella di Betty, che capisce dopo un matrimonio infelice quanto altro ci sia  nella vita da scoprire e da fare.

Katherine se ne andrà poi per la sua strada, lasciando in quelle ragazze e nelle sue colleghe, tra infelicità e gioia, un ricordo che forse potrà, pian piano, far cambiare loro vita.

Analisi: Mike Newell affronta in questo film tematiche al femminile e femministe, scegliendo un momento importante per la Storia delle donne, quando gli anni Cinquanta crearono un riflusso all’indietro per molte di loro, appoggiato dalle stesse (emblematiche e anche leggermente agghiaccianti le parole con cui Joan respinge l’idea di andare a Harvard per sposarsi), ma dietro al quale si agitavano fantasmi vecchi e nuovi, quali quello dell’autorealizzazione e anche del fallimento crescente di molti matrimoni e unioni.

Mona Lisa smileLa ex fidanzata d’America Julia Roberts affronta un altro ruolo impegnativo, anche se diverso da quello di Erin Brokovich, per una figura femminile che rievoca diverse insegnanti di college e università, che dagli anni Cinquanta crearono poi la generazione di donne che diede vita al femminismo, in contrapposizione con la collega Nancy, un’ottima Marcia Gay Harden, insegnante ultraconformista di economia domestica, che non è riuscita ad elaborare il fallimento del suo matrimonio.

Mona Lisa smile

Nel cast non mancano una serie di future promesse del cinema nei ruolo delle studentesse e se Julia Stiles si è poi buttata soprattutto sulle commedie sentimentali e Ginnifer Goodwin è diventata protagonista della serie fantastica Once upon a time, non si possono non sottolineare il successo raggiunto da Kirsten Dunst, palma a Cannes per Melancholia di Lars von Trier dopo una carriera cominciata da bambina, e di Maggie Gyllenhaal, da allora sempre specializzata in ruoli di donna forte ed emancipata, magari d’epoca, come quello della suffragetta vittoriana nel recente Hysteria.

Mona Lisa smile riesce ad essere un inno alla autorealizzazione al femminile e al seguire il proprio cuore, lontano dai conformismi sociali, scoprendo cosa c’è oltre, nel pubblico o nel privato, tramite la cultura o i sentimenti. Non è il primo film a parlare di scuola, ma è uno dei pochi a farlo dalla parte delle bambine, come direbbe Elena Gianini Belotti, delle donne, e anche se l’azione è situata in un’epoca spesso idealizzata come gli anni Cinquanta, le tematiche possono essere ancora attuali oggi, in un mondo in cui la crisi economica pretende che si sacrifichino aspirazioni e che siano poi in definitiva le donne a pagare il peso più grande.

Una nota di colore: Diana Chapman Walsh, preside a Wellesley durante la realizzazione del film ed ex allieva negli anni Sessanta, ha dichiarato che la situazione nel college non era comunque così oppressiva e conformista come quella descritta nel film. Ma, si sa, un po’ di contrasti fanno bene ad una trama intrigante, soprattutto quando l’anticonformismo arriva dall’insegnante e ad essere conformiste sono le studentesse.