Il ritorno dei morti viventi recensione posterAnno: 1985

 

Regia: Dan O’Bannon

Cast: Clu Gulager, James Caren, Don Calfa, Thorn Mathews, Beverly Randolph, Linnea Quigley

Trama: Il giovane Freddy è al primo giorno di lavoro per una società che si occupa di raccogliere e distribuire cadaveri a scopo di studio ed esperimenti per università e ricerche scientifiche; qui, il responsabile del magazzino gli racconta una strana storia, secondo cui la vicenda raccontata nel film La notte dei morti viventi nasceva da una storia vera, e che alcuni di quei cadaveri ambulanti sono stati ibernati e immagazzinati lì… un incidente finirà per rimettere in circolazione gli zombie, liberando inoltre un gas, che ricadendo a terra assieme alla pioggia, ne farà risuscitare altri, nel vicino cimitero. A farne le spese sarà un gruppo di punk, riunitisi lì per un festino a base di musica e sesso.

Analisi: Nella lunga e fertile storia dei film dedicati ai cadaveri ambulanti, Il Ritorno dei Morti Viventi si ritaglia uno spazio particolare: un prodotto che omaggia il genere, senza troppe pretese, ma premendo spesso e volentieri il pedale dell’ironia. La regia, per cui era inizialmente previsto Tobe Hooper, passa poi ad un navigato mestierante come Dan O’Bannon, collaboratore di Carpenter ai tempi Dark Star,  con una partecipazione agli effetti speciali di Guerre Stellari e alla sceneggiatura tra gli altri di Alien e Atto di Forza.

Il ritorno dei morti viventi recensioneIl cast è composto di attori di seconda fila, che appartengono alla folta schiera dei caratteristi per cinema e tv, tutti con svariate apparizioni all’attivo: tra questi, Clu Gulager, Don Calfa, James Caren; a farsi notare più di tutti è però Linna Quigley, reginetta dell’horror di serie B a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, qui  tra l’altro protagonista di un  memorabile spogliarello tra le lapidi del cimitero.

Il film, che conta su effetti speciali e make up più che discreti, considerando il budget a disposizione, introduce alcune novità che forse snaturano un po’ i cardini del genere: i corpi ad esempio continuano a muoversi anche dopo la decapitazione e, forse per la prima volta, i cadaveri riescono ad esprimersi in un linguaggio comprensibile, oltre ad essere affamati, più che di generica carne umana, di cervelli.

Menzione d’onore per una colonna sonora di prim’ordine, infarcita di brani garage punk di band come Cramps, Damned e 45 Grave e che può contare anche sulla presenza di Rocky Erickson, fondatore degli psichedelici 13th Floor Elevator.

Il Ritorno dei Morti Viventi godè di un buon successo in patria, ricevendo discreti apprezzamenti anche dalla critica, tanto da generarne due sequel, che peraltro con l’originale hanno avuto ben poco a che fare, destinati esclusivamente al mercato dell’home video; in Italia passò invece  quasi del tutto inosservato, uscendo come riempitivo estivo, oltretutto vietato ai minori di 18 anni.  Un gioellino da recuperare, anche se solo per i cultori del genere.