Con l’arrivo dei primi tre episodi della terza stagione, School Spirits compie un salto netto: la serie abbandona definitivamente l’aura da teen mystery sovrannaturale per trasformarsi in un racconto corale sull’identità, sul trauma e sulla responsabilità. Il liceo di Split River non è più soltanto un limbo narrativo, ma un luogo infestato da colpe irrisolte, segreti strutturali e presenze che non vogliono essere viste.
La stagione riparte alzando subito la posta in gioco: ciò che prima era insinuato ora viene dichiarato apertamente, e il confine tra vittime e colpevoli diventa sempre più instabile.
Mr. Martin e il peccato originale della serie
La rivelazione che Mr. Martin è responsabile dell’incidente dell’autobus non è solo uno shock narrativo, ma un ribaltamento tematico. Non siamo di fronte a un villain “classico”, bensì a una figura che incarna il fallimento morale dell’autorità. L’incidente è tecnicamente un errore, ma la serie insiste su un punto chiave: le conseguenze non sono mai accidentali.
La “cicatrice” — il varco che Mr. Martin ha scoperto e che ora lo imprigiona — diventa una potente metafora visiva: un trauma non elaborato che si apre, inghiotte e costringe a guardare ciò che è stato nascosto. Il fatto che Simon vi si getti dentro, trovandosi in una chiesa deformata e minacciosa, rafforza l’idea che il limbo non sia un luogo di attesa, ma di espiazione.
La frase di Martin sugli “altri spiriti, che non sono come noi” introduce inoltre una nuova gerarchia dell’aldilà: non tutti i morti condividono le stesse regole, e non tutti sono rimasti per gli stessi motivi.
Wally resta: la scelta di non attraversare
Il ritorno di Wally a Split River era narrativamente inevitabile, ma la serie ha l’intelligenza di non banalizzarlo. La sua decisione di non “passare oltre” non è codardia, bensì consapevolezza: Wally non è pronto perché non ha chiuso i suoi legami, soprattutto con Maddie e Simon.
La terza stagione trasforma Wally in un personaggio di auto-riflessione continua. Il suo nuovo arco non riguarda la morte, ma il senso di ciò che resta in sospeso. È una scelta che rafforza il cuore emotivo della serie: non si attraversa finché non si è stati davvero visti.
Maddie e Wally: l’amore senza contatto
L’impossibilità di toccarsi è uno dei dispositivi più potenti introdotti finora. Non è solo un ostacolo romantico, ma una riflessione sul desiderio frustrato e sulla distanza emotiva. La scena del campo da football, girata al tramonto, funziona proprio perché rifiuta il melodramma: Maddie e Wally scelgono di restare insieme, ma senza forzare una realtà che non possono controllare.
È qui che School Spirits dimostra di aver superato la fase YA tradizionale: il sentimento non è idealizzato, ma negoziato, rispettato, trattenuto.
Xavier e la comunicazione con i morti: la redenzione possibile
Xavier, personaggio a lungo irrisolto, trova finalmente una funzione narrativa centrale. La sua capacità di comunicare con gli spiriti dell’ospedale — incluso il padre di Maddie — apre uno dei percorsi più delicati della stagione: la possibilità di ricomporre un trauma attraverso la mediazione, non attraverso la vendetta o la rimozione.
Il fatto che sia proprio Xavier, figura legata a un passato di dolore per Maddie, a offrirle questa possibilità, rafforza il tema ricorrente della stagione: la guarigione arriva spesso dai luoghi più inattesi.
Yuri, Charlie e il peso del tempo
La rivelazione che Yuri abbia un nipote vivo è uno dei twist più destabilizzanti, perché rompe l’illusione adolescenziale del personaggio. Yuri non è più solo un ragazzo bloccato nel tempo, ma un individuo che porta addosso generazioni di distanza e perdita.
Il conflitto con Charlie nasce da un disequilibrio emotivo profondo: Charlie è stato “letto”, Yuri no. La terza stagione usa questa frattura per parlare di insicurezze, paura dell’abbandono e difficoltà nell’esporsi davvero, rendendo la loro relazione una delle più mature della serie.
Quinn, identità e linguaggio mancante
Il percorso di Quinn è forse il più significativo dal punto di vista culturale. La scoperta del nome di nascita non è trattata come colpo di scena, ma come atto di verità silenziosa. Quinn non possiede il vocabolario contemporaneo dell’identità di genere, perché è morto nel 2004, e la serie sceglie consapevolmente di raccontare questa esperienza senza etichette.
È una rappresentazione rara: l’identità come sensazione prima che come definizione. Il legame nascente con Rhonda si inserisce qui, non come subplot romantico obbligato, ma come spazio di ascolto e riconoscimento reciproco.
Il mondo dei vivi e la minaccia istituzionale
Sul fronte dei vivi, la decisione della nuova sovrintendente di demolire la scuola introduce una minaccia concreta e simbolica. Cancellare Split River significa cancellare la memoria, e forse anche gli spiriti che la abitano. L’infiltrazione di Nicole nel gruppo guidato dalla figlia della sovrintendente riporta la serie su un terreno più ironico, ma senza abbassare la tensione: anche nel mondo dei vivi, il potere si esercita attraverso maschere e ruoli imposti.
Una stagione che cambia pelle
La terza stagione di School Spirits non si limita ad alzare il livello del mistero: ridefinisce il senso stesso del limbo. Non più uno spazio di attesa, ma un luogo in cui si è costretti a fare i conti con ciò che si è fatto, detto o nascosto.
È una serie che parla sempre più agli adulti senza perdere il suo pubblico giovane, dimostrando che il vero orrore non è essere morti, ma restare fermi quando sarebbe il momento di cambiare.
