Il nono episodio di The Testaments ha cambiato completamente gli equilibri emotivi della serie, trasformando Becka in uno dei personaggi più tragici e complessi dell’universo narrativo nato da The Handmaid’s Tale. Il momento in cui Becka uccide Dr. Grove e viene poi consegnata agli Eyes da Agnes non rappresenta infatti soltanto uno shock narrativo: è il punto in cui la serie mostra definitivamente quanto Gilead sia riuscita a deformare il concetto stesso di giustizia, amore e protezione.
A chiarire il significato emotivo di quella scena è stata la stessa Mattea Conforti, interprete di Becka, che in una lunga intervista ha spiegato come il gesto del personaggio non nasca da un impulso improvviso, ma da anni di condizionamento ideologico. Secondo l’attrice, Becka è convinta di stare compiendo un atto di “giustizia divina”, perché è cresciuta in un sistema che considera punibile con la morte qualsiasi violenza contro le ragazze. “Questo è ciò che le è stato insegnato fin da quando era piccola”, ha spiegato Conforti, sottolineando come Becka creda realmente di aver finalmente trovato il proprio posto dentro Gilead attraverso quell’azione estrema.
Becka non uccide Dr. Grove per rabbia ma perché Gilead le ha insegnato che la violenza è giustizia
La parte più inquietante dell’episodio è proprio questa: Becka non si percepisce come un’assassina. Nel suo modo distorto di vedere il mondo, eliminare Dr. Grove significa proteggere Agnes e ristabilire un ordine morale che Gilead stessa le ha imposto per tutta la vita. Conforti ha spiegato che Becka interpreta il proprio gesto come una sorta di “chiamata divina”, quasi il momento in cui tutte le sue insicurezze e il suo sentirsi fuori posto trovano finalmente uno scopo preciso.
L’attrice ha inoltre sottolineato quanto Agnes sia centrale nella psicologia del personaggio. Becka prova infatti per lei sentimenti profondi, sia romantici che affettivi, e il trauma subito da Agnes diventa qualcosa che Becka non riesce ad accettare. “Lei sente il bisogno di proteggerla a ogni costo”, ha spiegato Conforti, aggiungendo che Becka vede l’omicidio quasi come una prova d’amore nei confronti di Agnes. È questo dettaglio a rendere la scena ancora più devastante: Becka non agisce per vendetta personale, ma convinta di stare salvando la persona che ama.
La serie riesce così a mostrare uno degli aspetti più disturbanti dell’universo di Gilead: il sistema non crea soltanto vittime, ma persone incapaci di distinguere davvero tra protezione, fede e violenza. Becka diventa il simbolo di una generazione cresciuta dentro un regime che ha completamente alterato il significato morale delle azioni umane.
Il tradimento di Agnes distrugge Becka proprio nel momento in cui credeva di averla salvata
Il momento in cui Agnes consegna Becka agli Eyes rappresenta probabilmente la scena emotivamente più dura dell’intera stagione. Conforti ha raccontato che Becka vive quel gesto come un vero tradimento, anche se il personaggio non riuscirebbe mai a odiare davvero Agnes a causa dell’amore che prova per lei. “Sente immediatamente quel senso di tradimento, ma non la biasimerebbe mai”, ha spiegato l’attrice.
Ed è proprio questa contraddizione a rendere il finale dell’episodio così potente. Agnes e Becka sono entrambe vittime dello stesso sistema, ma reagiscono in modo opposto: Agnes sceglie la sopravvivenza e la paura, mentre Becka sceglie la violenza convinta di star facendo la cosa giusta. Nessuna delle due riesce davvero a liberarsi dalla logica di Gilead.
Conforti ha raccontato anche quanto le riprese della scena siano state fisicamente ed emotivamente devastanti. L’attrice ha spiegato che la sequenza in cui Becka viene trascinata via dagli Eyes è stata girata nell’arco di circa quattordici ore consecutive, tra urla continue e scene estremamente intense. “Avevo completamente perso la voce”, ha raccontato, aggiungendo che in alcune riprese era costretta persino a mimare le urla senza emettere suono perché fisicamente non riusciva più a gridare.
Questo dettaglio rende evidente quanto The Testaments stia cercando di costruire scene emotivamente molto più brutali e immersive rispetto alla media delle serie distopiche contemporanee. La sofferenza dei personaggi non viene mai trattata come semplice shock narrativo, ma come conseguenza inevitabile di un sistema che distrugge lentamente qualsiasi relazione umana autentica.
The Testaments continua a mostrare come Gilead manipoli amore, fede e identità fino a renderli strumenti di controllo
L’intervista di Mattea Conforti chiarisce anche un altro aspetto fondamentale della serie: Becka è sempre stata un personaggio in crisi identitaria. L’attrice ha raccontato di aver lavorato insieme allo showrunner Bruce Miller proprio sull’idea che Becka non si sia mai sentita completamente integrata nel mondo di Gilead. È questa sensazione di alienazione che la rende particolarmente vulnerabile alla radicalizzazione ideologica.
Anche la scena della cena con la famiglia Grove assume così un significato molto più ambiguo. Becka inizialmente non crede alle accuse di Daisy contro suo padre e interpreta tutto come un tentativo di sabotare il rapporto tra lei e Agnes. Ma nel momento in cui Dr. Grove evita accuratamente di negare le accuse riguardanti Agnes, Becka comprende improvvisamente la verità. “Lui dice di non aver mai toccato una Pearl Girl, ma non dice nulla su Agnes”, ha spiegato Conforti. È lì che Becka capisce tutto.
Questa attenzione ai silenzi, alle omissioni e ai non detti continua a essere uno degli elementi più forti di The Testaments. La serie non racconta soltanto un regime totalitario, ma mostra come il potere riesca a manipolare perfino il linguaggio emotivo delle persone. Becka non è semplicemente una ragazza spezzata dal sistema: è qualcuno che ha imparato ad amare attraverso le regole di Gilead, e proprio per questo finisce inevitabilmente per distruggersi.

