The Walking Dead riporta finalmente in scena il vero Negan

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Pochi personaggi di The Walking Dead hanno avuto un impatto così forte sul franchise come Negan. L’ex antagonista ha conquistato molti fan ed è diventato estremamente popolare, pur rimanendo una figura controversa per alcuni. È uno dei cattivi più spietati che l’universo degli zombie abbia mai visto e ha trascorso gran parte del suo percorso cercando di espiare i suoi peccati passati.

La sua redenzione è ancora oggetto di dibattito tra i fan: alcuni ritengono che si sia già redento, mentre altri credono che sia impossibile. In ogni caso, con il passare del tempo in The Walking Dead, alcune delle sue migliori qualità sono state represse, ma la terza stagione di Dead City ci mostra di nuovo il vero Negan.

Dopo essere stati in conflitto fin dall’inizio della settima stagione di The Walking Dead, anche quando avrebbero dovuto essere dalla stessa parte, la terza stagione di The Walking Dead: Dead City pone fine all’era Maggie contro Negan, lasciandosi alle spalle il loro rancore e permettendoci di vedere Negan al suo meglio.

Non solo ha recuperato parte della sua spavalderia e del suo carisma, ma ha anche mostrato il suo lato compassionevole, che sembra la versione più autentica del personaggio. Persino durante il periodo in cui era con i Salvatori, era comunque emotivo e si prendeva cura del suo popolo, ed è per questo che agì con tanta violenza nel tentativo di proteggere la comunità che aveva costruito.

Quelle filosofie spietate che rendono il personaggio così complesso rimangono, così come il suo contorto senso dell’umorismo, ma sono bilanciate dal desiderio di raggiungere il bene superiore. Le sue buffonate hanno contribuito a renderlo un’icona, eppure la disponibilità di Negan ad aiutare le persone senza ricevere nulla in cambio sembra essere la sua vera natura, anche se ci vuole un po’ di persuasione.

The Walking Dead: Dead City ricorda com’era Negan prima dell’epidemia e dei Salvatori

Sebbene Negan sia cambiato molto nel corso degli anni, è ancora facile ricordare com’era agli inizi dell’apocalisse, come leader inflessibile dei Salvatori, ma Dead City getta luce su chi era Negan prima di allora. Prima di iniziare guerre con numerose comunità o di uccidere brutalmente Glenn in The Walking Dead, Negan era un uomo relativamente ordinario.

Era un insegnante di liceo di talento, ma anche pieno di difetti, come quando, in preda a una furia alcolica, picchiò a morte un uomo che era stato scortese con sua moglie Lucille. Nonostante amasse la sua compagna, finì per avere una relazione extraconiugale e cadere in depressione, rimanendo chiuso in casa a giocare ai videogiochi fino a quando non scoprì della diagnosi di cancro di Lucille.

È impossibile ignorare i difetti di Negan, ma molti spettatori potrebbero aver dimenticato la sua personalità pre-apocalittica, rendendo il suo richiamo in Dead City ancora più incisivo. Invece di unirsi alla comunità di Maggie e Renata, Negan sceglie di rimanere con Dillard e vivere in un bar, da cui non esce praticamente mai, trascorrendo il tempo a giocare ai videogiochi e a bere.

Questa situazione sembra uno specchio della sua vita precedente, dato che potrebbe facilmente contribuire a costruire un futuro migliore o ritrovare sua moglie e suo figlio, eppure sceglie di nascondersi, indulgendo in piaceri effimeri. Il suo comportamento è simile a quello del Negan pre-Salvatori, poiché decise di tradire e perdersi nei videogiochi, invece di salvare il suo matrimonio e trovare un nuovo lavoro.

In definitiva, la sua conversazione con Maggie spezza in parte questo ciclo, poiché trova un equilibrio più sottile tra il godersi questi lussi e aiutare Maggie a realizzare la sua visione. Tuttavia, sembra che assumerà il ruolo di male necessario, avendo segretamente ucciso la Dama, preparando il terreno per la migliore versione di Negan vista finora.

Perché il Negan della terza stagione di Dead City potrebbe essere la migliore versione di sempre

Jeffrey Dean Morgan e Lauren Cohan in The Walking Dead: Dead City 3

Potrebbe sembrare presto per dirlo, ma in base a ciò che abbiamo visto finora, la terza stagione di Dead City si preannuncia come la migliore interpretazione di Negan di sempre. Lentamente, quel lato arrogante e sfrontato sta riemergendo, e non c’è niente di più affascinante di Negan che schernisce i suoi nemici prima di ucciderli, soprattutto ora che combatte per il vero bene.

Detto questo, i suoi metodi discutibili e la sua estrema violenza rimangono, contribuendo a quel fascino che lo rende così avvincente. Uno dei tratti distintivi di Negan è la sua imprevedibilità: è sempre capace di fare del male, anche di fronte al bene, e l’uccisione della Dama contro la volontà della comunità ne è la prova.

Le persone potrebbero essere più al sicuro ora che lei è morta e non può più fare del male a nessuno, ma non è stata comunque una sua decisione, nonostante abbia fatto sembrare il gesto un suicidio. Pertanto, è inevitabile che vedremo una versione di Negan estremamente astuta e sicura di sé nel corso della stagione, con la sua ricerca del bene offuscata da queste decisioni controverse.

Inoltre, non sarà solo un assassino a sangue freddo come lo abbiamo visto in passato, dato che Negan ha pianto durante la morte del Croato in The Walking Dead, mostrando un certo senso di colpa per le sue azioni. Nonostante la follia del Croato, Negan non ha provato alcun orgoglio nell’uccidere un uomo morente, rivelando due lati molto diversi della sua personalità.

Se questa tendenza continuerà, la terza stagione di The Walking Dead: Dead City ci offrirà tutto ciò che desideriamo da questo carismatico sopravvissuto. Battute, efficienza, brutalità, introspezione e buone intenzioni sono alcune delle sue migliori qualità, e con tutte queste caratteristiche in bella mostra, Negan sembra destinato a essere il punto forte dello spin-off.

Redazione
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